Ferragosto di violenza, dalla donna incinta picchiata dal marito alla 15enne aggredita dal padre per non aver messo in ordine la camera: tre le donne finite in ospedale
I casi avvenuti a Vicenza e denunciati oggi dalla Questura: “La violenza di genere, oltre a rappresentare una forma di reato particolarmente odiosa in quanto commessa a danno di vittime spesso non in grado di potersi difendere, rappresenta un grave problema culturale”

VICENZA. Tre storie di violenza, tre donne ferite e trasportate in ospedale dopo essere state aggredite e picchiate da padri e mariti: è drammatico il bilancio di quest'ultimo Ferragosto per quanto riguarda la violenza di genere a Vicenza, dove gli operatori della questura sono intervenuti in tre diverse occasioni nel giro di poche ore. Un tema, quello della violenza sulla donne, di cui si è tornati a discutere molto nelle ultime settimane in Trentino Alto Adige, dopo i tre femminicidi che tra luglio e agosto hanno insanguinato la Regione (Qui Articolo).
A Vicenza le forze dell'ordine sono intervenute in prima battuta attorno alle 13 e 30 del 15 agosto, a seguito di una richiesta di aiuto arrivata al 113 da parte di un cittadino che si trovava a passare in Viale Milano e riferiva di aver davanti a sé una donna di nazionalità straniera che si lamentava di essere stata picchiata dal marito. Giunti immediatamente sul posto indicato, gli agenti hanno individuato la donna (in evidente stato di gravidanza) seduta sul marciapiede che lamentava forti dolori all'addome, al costato ed alla zona lombare.
La vittima è stata soccorsa anche grazie all'aiuto di altre due persone che si sono fermate per prestarle soccorso, traducendo quanto le dicevano gli agenti. La donna aveva con sé 2 figli minori di 3 e 5 anni e ha riportato di essere stata picchiata con calci e pugni all'addome e in altre parti del corpo dal marito, che tutto era iniziando la sera prima, quando dopo esser stata percossa dal marito era rimasta sul marciapiede davanti a casa fino alle 3 del mattino, di essere rientrata in casa dopo aver supplicato quest'ultimo e, quindi, di essere stata nuovamente buttata fuori alle 8.
Da allora era rimasta dolorante sul marciapiede fino alla chiamata alla polizia. Vista la gravità della situazione, gli agenti hanno quindi fatto intervenire un'ambulanza con i sanitari del Suem 118 che, dopo aver verificato le condizioni della donna e dei figli, ne ha deciso il trasporto all'ospedale San Bortolo. La seconda chiamata è arrivata poco dopo, alle 14 e 10, da parte proprio del personale sanitario dell'ospedale di Vicenza, che ha segnalato la presenza di una donna di origine straniera che riferiva di essere stata a sua volta percossa dal marito.
In questo caso il racconto della vittima ha inizio la sera del 14 agosto, quando il marito ha dato il via ad una discussione rientrato da lavoro. Inizialmente l'uomo ha aggredito la moglie verbalmente, per poi passare alla violenza fisica: con la scarpa antinfortunistica ha colpito la donna ripetutamente al volto, per poi colpirla con calci e pugni. Lei, in stato confusionale, ha quindi chiamato il 118 chiedendo aiuto, per poi annullare la richiesta. La mattina di Ferragosto una sua amica, venuta a conoscenza di quanto accaduto, l'ha accompagnata al pronto soccorso insieme alla figlia di 11 anni, presente durante le violenze.
La terza chiamata è invece arrivata alle 15 e 14, ancora una volta da parte del personale del Pronto soccorso che ha richiesto l'intervento della polizia per una minorenne, una ragazza di 15 anni, che aveva dichiarato di essere stata poco prima picchiata violentemente dal padre, e che non era la prima volta. In questa occasione, dicono le forze dell'ordine, il genitore, dopo aver richiamato la figlia per non aver rimesso in ordine la propria camera, aveva aggredito fisicamente la ragazzina, causandole diverse abrasioni ed ematomi sul corpo.
Tutte e tre le donne, sottolineano le forze dell'ordine, non hanno voluto procedere alla denuncia nei confronti di coloro che le hanno picchiate, ma si sono riservate di farlo eventualmente in seguito.
“La violenza di genere – ha evidenziato il questore della Provincia di Vicenza Paolo Sartori – oltre a rappresentare una forma di reato particolarmente odiosa in quanto commessa a danno di vittime spesso non in grado di potersi difendere, rappresenta un grave problema culturale. La Polizia di Stato rappresenta uno snodo fondamentale di una rete composta da Istituzioni, Enti locali, Centri antiviolenza ed Associazioni di volontariato, ed è da sempre in prima linea, anche con Progetti specifici, nell’incoraggiare una cultura della parità di genere, dell’uguaglianza e del rispetto delle libertà, con lo scopo di eliminare retaggi culturali e discriminazioni, nonché con l’obiettivo di aiutare le donne a difendersi, a chiedere aiuto ed a denunciare le violenze subite”.


















