Furto e riciclaggio di prodotti chimici per oltre 200mila euro: 5 persone sotto indagine
Alcuni dipendenti di un’azienda chimica, con l’aiuto di altre persone, sottraevano i solventi prodotti nello stabilimento per poi trasformarli in detergenti da rivendere sul mercato online

VERONA. L’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Villafranca di Verona, è scattata la mattina del 20 giugno e ha portato al fermo di 5 persone, tutte di origine straniera e di età compresa tra i 40 ed i 54 anni, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al furto e il riciclaggio di prodotti chimici. I comuni interessati, oltre a Villafranca di Verona, sono: Povegliano Veronese, Castel D’Azzano e Vigasio,
L’articolata indagine era partita già nel 2022 dopo la denuncia di furto di solventi avvenuto in un’azienda produttrice di composti chimici con sede nel villafranchese. Secondo le accuse, due dipendenti e la commerciale dell’impresa, si sarebbero uniti per commettere un numero indeterminato di furti di prodotti chimici dai magazzini aziendali per un danno stimato di oltre 200.000 euro.
Sempre secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il sodalizio criminale avrebbe trasformato le sostanze sottratte in detergenti grazie alle competenze tecniche di uno degli indagati, dopodiché questi prodotti sarebbero stati messi in vendita online attraverso società legate a due degli indagati.
“L’inchiesta – si legge nel comunicato – ha permesso di ricostruire un consolidato meccanismo criminale volto a sottrarre i beni dell’azienda da parte degli autori delle condotte, che agivano approfittando dei rispettivi ruoli professionali”. Quasi tutti i giorni, durante il normale orario di lavoro, i malviventi accantonavano grosse cisterne contenenti solventi chimica.
Dopodiché la refurtiva veniva caricata su un furgone aziendale e portata in un magazzino dove, dopo processi di lavorazione, venivano confezionate ed etichettate taniche di detergenti, vendute sul fiorente mercato online. Il marchio assegnato ai nuovi prodotti era riconducibile ad un’azienda con sede legale all’estero mentre le spedizioni gestite attraverso una seconda impresa.
Nel corso dell’operazione è stata raccolta documentazione che dimostra come oltre 5.000 prodotti siano stati spediti ad altrettanti clienti. Inoltre è stato sottoposto a sequestro preventivo il magazzino in cui erano stoccati 2.000 litri di composti chimici. I quattro uomini e la donna finiti al centro delle indagini sono tutti ristretti agli arresti domiciliari in attesa del processo.













