In Trentino mancano lavoratori nei campi ma anche posti dove ospitarli (per la spinta turistica). Gli Agricoltori: "Molto preoccupati in vista di settembre"
Il Trentino nell'arco di un anno ha bisogno dai 22 ai 25 mila lavoratori nel settore agricolo: nei campi e negli allevamenti. In vista della vendemmia e della raccolte delle mele la preoccupazione delle categorie è alta. Calovi (Cia): "In Trentino accogliamo tante persone. Potrebbero essere davvero importanti per il nostro settore, il lavoro offre dignità e inclusione sociale"

TRENTO. Nei campi non solo braccianti ma anche figure che sappiamo utilizzare i macchinari. Negli ultimi anni le aziende agricole trentine hanno introdotto diversi macchinari per stare al passo con i tempi. Il guaio, però, è che oggi non si trovano lavoratori di nessun genere e la preoccupazione è già tanta in vista di settembre quando si inizierà con la vendemmia e la raccolta delle mele.
“E' un problema” spiega a il Dolomiti il presidente di Coldiretti del Trentino, Gianluca Barbacovi. “Per quanto riguarda il lavoro estivo siamo ormai verso la fine – continua – la raccolta delle ciliegie è terminata e stiamo andando avanti con quella dei piccoli frutti. Adesso a settembre, si ripartirà e ci sarà un grosso fabbisogno della manodopera ma stiamo davvero facendo una grossa fatica a reperlirla”.
In Trentino il settore agricolo all'anno ha bisogno di diverse migliaia di lavoratori. Si parla dai 22 ai 25 mila impegnati nei campi e nelle stalle. A soddisfare questo fabbisogno per due terzi sono lavoratori stranieri che provengono da Paesi che rientrano nella Comunità Europea.
C'è poi l'impegno messo anche dall'Agenzia per il Lavoro che già nei messi scorsi si è messa all'opera per cercare lavoratori da impegnati sui campi. “I numeri messi a disposizione – ci spiega Barbacovi – sono però ridotti. E il problema riguarda anche il personale qualificato che sappia usare i macchinari”.
Sulla stessa linea anche Paolo Calovi della Cia – Agricoltori Italiani del Trentino che chiede una maggiore semplificazione nei vari procedimenti burocratici che attanagliano questo settore per quanto riguarda le assunzioni. “La difficoltà di trovare personale – ci dice – continua ad esserci. Quest'anno sono stati introdotti i voucer e speriamo che qualcosa a settembre possano aiutare”.
Sulla mancanza di lavoratori Calovi invita anche a fare una riflessione: “In Trentino accogliamo e ospitiamo tantissime persone e – spiega – potrebbero diventare un valore davvero importante per il nostro sistema. Il lavoro offre dignità ma anche inclusione sociale”
LA STAGIONE TURISTICA SI ALLUNGA E MANCANO ALLOGGI PER I LAVORATORI
E' chiaro che gli agricoltori hanno bisogno in alcuni casi di trovare case o appartamenti per ospitare i lavoratori.
Alcuni hanno spazi di proprietà e riescono a soddisfare in questo modo i propri bisogni. Altri, però, sono costretti a rivolgersi al mercato e allora sono dolori.
Non solamente per i costi che sono diventati in molte parti insostenibili ma anche perché in affitto a settembre ormai non si trova quasi nulla visto il prolungarsi della stagione turistica.
“Anche in questo caso la fatica è tanta – spiega il presidente di Coldiretti del Trentino – perché la maggior parte dei proprietari necessità di affittare appartamenti nei paesi. Abbiamo chiesto di poter usare per almeno un mese alcune foresterie per poter alloggiare i lavoratori. I paletti da rispettare, però, sono tanti”.
Paolo Calovi di Cia – Agricoltori Italiani mette subito in chiaro che “in Trentino si vuole ospitare in maniera dignitosa chi lavora nei campi”. Fra le proposte sui cui si starebbe riflettendo, ci spiega, anche quella di introdurre della case prefabbricate. “Abbiamo già avuto un confronto su questo tema con il vicepresidente Mario Tonina. L'idea è quella di predisporre dei prefabbricati dove i lavoratori possano trovare casa. Per adesso è solo un'idea vedremo più avanti”.












