Ondata di maltempo, primo bilancio: schiantati 25mila metri cubi di legname solo in Val di Fassa. Ecco il conto dei danni (ancora provvisorio)
L'ondata di maltempo che da ieri ha investito nuovamente il Trentino e che dovrebbe esaurirsi in nottata, ha lasciato evidenti segni del suo passaggio sul territorio e potrebbe rappresentare un ulteriore problema con il bostrico, avendo provocato, comunque, nuovi e diffusi schianti. Ecco un primo bilancio e un confronto con i danni di Vaia

TRENTO. Una piccola Vaia (fortunatamente molto piccola anche se i danni sono stati ingenti) che ha colpito, ancora una volta soprattutto la Val di Fassa dove in pochi minuti sono caduti circa 25 mila metri cubi di legname. Schianti sparsi e di misura inferiore nella vicina Val di Fiemme, dove il volume degli alberi caduti è stato dell’ordine di qualche migliaio. Altri 2mila metri cubi di piante sono caduti in Bassa Valsugana e circa 1.000 in Val di Sole, mentre danni più contenuti si sono registrati in Val di Cembra, Val dei Mocheni e sull’altopiano di Pinè. A questi si aggiungono circa 2.000 metri cubi di alberi caduti nel basso Chiese nei giorni scorsi.
E' questo un primo bilancio della violenta ondata di maltempo che ha colpito il Trentino ieri sera (con l'allerta che perdurerà fino a questa notte). Danni che si sommano a danni ma nemmeno paragonabili al disastro del 2018 quando tra Fiemme e Fassa aveva abbattuto 1,3 milioni di metri cubi di legname (su una superficie di 6.290 ettari) su un totale di 4 milioni di metri cubi schiantati in tutto il Trentino. E a questo va aggiunto il disastro successivo causato dal bostrico che ancora nel 2022 aveva ''schiantato'' circa 690mila metri cubi di legname, solo nelle valli di Fiemme e Fassa su un totale di 1,47 milioni di metri cubi in tutta la Provincia.

L'ondata di maltempo che da ieri ha investito nuovamente il Trentino e che dovrebbe esaurirsi in nottata, ha comunque lasciato evidenti segni del suo passaggio sul territorio e potrebbe rappresentare un ulteriore problema con il bostrico, avendo provocato, comunque, nuovi e diffusi schianti. Accanto ai danni alle cose, fortunatamente senza gravi conseguenze per le persone, a pagare un conto salato è stato anche il patrimonio boschivo e forestale trentino.
L’area più colpita, come detto, da questa ondata di maltempo è stata la Val di Fassa, dove sono caduti circa 25 mila metri cubi di legname. Qui gli operai del Servizio Foreste del distretto di Cavalese sono stati impegnati tra ieri e oggi, e lo saranno anche nei prossimi giorni, nelle operazioni di pulizia e sgombero della ciclabile nel territorio di Vigo di Fassa e nel ripristino della viabilità lungo la SS 346 del passo San Pellegrino e la relativa messa in sicurezza del bordo strada.

Si segnalano danni localizzati sulla viabilità forestale dovuta a ruscellamenti ed erosione. Danni contenuti invece sulle foreste demaniali. I numeri non sono definitivi, anche alla luce della perturbazione ancora in corso. Nei prossimi giorni, inoltre, il personale forestale sarà impegnato in operazioni di verifica più puntali nelle valli marginali che potrebbero far lievitare il dato complessivo.






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