Orari ridotti e giornate di chiusura, in Trentino è crisi nera per i locali. Botto: "Ho noleggiato un'auto per aiutare i miei dipendenti a venire al lavoro"
Dopo il Covid la situazione è peggiorata sempre di più ed oggi i locali in Trentino sono in ginocchio a causa dell'aumento dei costi e della mancanza di personale. Walter Botto gestisce tre bar e spiega: "In 30 anni non mi era mai capitato di dover chiudere la domenica e di non trovare personale per il turno serale"

TRENTO. Ci sono attività che dopo anni di apertura 7 giorni su 7 sono costrette a chiudere un'intera giornata, altre invece che devono chiudere alla sera in anticipo perché non trovano nessuno per coprire il turno. La situazione dei locali pubblici in tutto il Trentino è drammatica. Non si riesce a organizzare un adeguato servizio di accoglienza, preparazione e somministrazione e molti stanno rinunciando.
Così a Trento ma anche in altre zone turistiche del territorio, vicino ai laghi, in montagna. Una situazione iniziata con il Covid e che oggi ha assunto dimensioni enormi e nessuno riesce a trovare una soluzione. C'è addirittura chi, per riuscire ad avere il personale, gli noleggia l'auto e lo aiuta negli spostamenti. “Non riusciamo ad andare avanti” ha spiegato a il Dolomiti, Walter Botto, uno dei titolari di locali più in vista a Trento con la gestione del bar Tridente in piazza Duomo e del bar Pasi ma anche a Torbole con il bar Spiaggia alle foci del Sarca.
Botto molti descrivono la situazione per nulla positiva. Lei che da anni lavora in questo ambiente cosa ne pensa?
Nello specifico dei pubblici esercizi posso dire che la situazione è davvero drammatica. Io sto chiudendo la domenica in piazza Pasi e per 30 anni non mi era mai successo una cosa del genere. Avevo sempre tenuto aperto sette giorni su sette ma ora è impossibile farlo. E' dovrò continuare con questa chiusura perché la situazione non migliora. Ma non solo. Ho dovuto scegliere anche di chiudere la settimana di agosto per garantire le ferie ai dipendenti nel periodo che vogliono loro in modo da passarle con compagni, fidanzati e mariti. Almeno così sono tutti felici. Chiuso poi la domenica, anche se mi converrebbe chiudere di lunedì, perché così riesco a placare un po' gli animi e il personale che ho non va in cerca di altri posti di lavoro. C'è poi il grossissimo problema dell'orario serale che nessuno vuole fare.
E in questo modo come si può andare avanti?
Io me la gioco come posso. Nel bar in piazza Duomo abbiamo dei ricambi incredibili. E questa è la situazione in città ma gestisco anche un bar sulla spiaggia di Torbole la situazione così ma moltiplicata per dieci.
Perché? Cosa succede a Torbole?
E' un località bellissima ed ho 13 dipendenti. Ma per far venire a lavorare il personale sto noleggiando un'auto pagando 570 euro al mese e ad alcuni aiuto nelle spese del viaggio. Se si cerca un alloggio è impossibile perché i costi sono altissimi.
E' l'unica maniera?
E' l'unica maniera per riuscire avere qualcuno che lavora e a fare l'orario continuato.
Viene ripagato tutto questo attraverso il flusso dei turisti?
No, a mio parere ci troviamo davanti ad una flessione turistica in città importante. Un sentore questo che mi viene confermato anche da un amico tassista e da chi al lago noleggia surf. C'è molta meno affluenza da nord, il pubblico tedesco e austriaco manca.
Si è dato una spiegazione su questa mancanza di personale? Come mai sta avvenendo?
Durante il Covid molti dipendenti sono andati a lavorare in altri settori e non sono più tornati indietro. Noi offriamo orari più impegnativi, tanti hanno un'alternativa. L'aspetto economico, poi, ha perso la sua importanza e si guarda molto di più al tempo libero. Io quando ero piccolo avevo due strade: o studiavo o andavo a lavorare e le cento mila lire che si portavano a casa avevano una loro importanza. Oggi tutto questo è cambiato ed è cambiata anche la tenuta fisica.
Come vede il futuro?
Difficile dirlo. Io con le mie attività diventerò vincente quando invece di 10 ragazzi a tempo pieno ne avrò 20 part time. Solo così si lavorerà con i sorrisi.
La mia generazione è cresciuta negli anni più fortunati. Ci siamo creati una situazione, abbiamo comprato casa e forse la lasceremo ai nostri figli. Ma ai figli dei nostri figli cosa troveranno? Oggi stiamo erodendo tutto il sistema.












