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| 23 apr 2023 | 10:56

Piccoli frutti, per Sant'Orsola fatturato record con quasi 88 milioni di euro. Il direttore: ''Pronti a maggiore meccanizzazione ed a ottenere più resa in campagna''

Per il 2023 la cooperativa ha deciso di proseguire ancor più nelle iniziative tese in particolar modo al rafforzamento dell'attività produttiva e nel campo della sostenibilità complessiva. Il direttore Bortolini: "Raccolto il bisogno di rinnovare e di innovare soprattutto nel settore degli impianti serricoli per dotarci di strutture adatte a reggere i mutamenti di natura climatica in corso e prevedibili, ma non solo quelli"

di Redazione

TRENTO. Incremento del fatturato nonostante l'annata difficile, lo studio per il rinnovo degli impianti produttivi e ulteriori investimenti in fotovoltaico. Questi i punti salienti del bilancio che è stato fatto nelle scorse ore dalla cooperativa agricola Sant'Orsola per quanto riguarda l'anno 2022.

 

Il bilancio è stato chiuso con un fatturato di 87.711.000 euro , in aumento rispetto al 2021, quando si attestò a 82.813.000 euro. Un fatturato record nonostante le molteplici difficoltà derivate dai significativi cambiamenti climatici e dai mutamenti dei tradizionali quadri di riferimento indotti dagli eventi bellici in Ucraina con ricadute negative sui prezzi di acquisto dell'energia e delle materie prime, per la crescita dell'inflazione e dei tassi di interesse.

 

Per il 2023 la cooperativa ha deciso di proseguire ancor più nelle iniziative tese in particolar modo al rafforzamento dell'attività produttiva e nel campo della sostenibilità complessiva. Nel merito sono in corso analisi e studi con l'obiettivo di migliorare nettamente efficienza e produttività anche nelle campagne dei soci. Inoltre, sono previsti ulteriori ingenti investimenti per la produzione di energia elettrica mediante pannelli fotovoltaici sui tetti dello stabilimento aziendale nuovo in località Cirè e del precedente a Zivignago. Tra quelli già in funzione, quelli in posa attualmente e quelli previsti la spesa sfiora il milione di euro per 9.000 metri quadrati di superficie complessiva interessata.

 

“Nello specifico del settore – è stato spiegato in una nota di Sant'Orsola - l'anomalo andamento climatico del 2022 ha concentrato le produzioni frutticole in alcuni mesi provocando un eccesso di offerta compressa in un periodo breve e ciò ha finito per posizionare il prezzo di mercato a livelli non soddisfacenti”. Inoltre, la siccità straordinaria registrata ha finito per attestare la produzione su valori inferiori alla media.

 

“La nostra cooperativa ha saputo trovare le risorse umane interne e ad individuare le strategie adatte per contrastare la instabilità del mercato - ha sottolineato a questo proposito il presidente della Sant'Orsola Silvio Bertoldi in assemblea - abbiamo posto più che mai al centro di ogni iniziativa la difesa del reddito delle aziende produttrici per salvaguardare il risultato promesso ad ogni socio e per chiudere il difficile bilancio 2022 in modo positivo. Volgendo ora lo sguardo al futuro, posso dire che ogni analisi compiuta nel settore dei piccoli frutti ha evidenziato l'esistenza di ulteriori spazi a noi favorevoli sia di produzione sia di mercato. Trarre profitto da questa preziosa opportunità è nostro obiettivo primario, da centrare tutti assieme, sostenuti in positivo dagli investimenti già compiuti nel periodo giusto e dei quali iniziamo a beneficiare”.

 

Dal canto suo, dopo un'attenta analisi complessiva della cooperativa e della situazione di mercato, il direttore della Sant'Orsola Matteo Bortolini ha delineato alcune iniziative in cantiere per i prossimi mesi. “La nostra società ha deciso di avviare analisi e ricerche destinate a introdurre maggiore meccanizzazione ed a ottenere più resa in campagna, rimanendo comunque ben saldo il principio aziendale della completa sostenibilità dell'intera filiera. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo già iniziato a raccogliere le esigenze dei soci. Analizzando le necessità principali emerse si evidenzia fin d'ora il bisogno di rinnovare e di innovare soprattutto nel settore degli impianti serricoli per dotarci di strutture adatte a reggere i mutamenti di natura climatica in corso e prevedibili, ma non solo quelli. Sicuramente in autunno se ne parlerà con dati alla mano, in modo che ogni socio interessato possa investire conoscendo bene la situazione”.

 

 

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