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Belluno
24 settembre | 11:12

Pista da bob, a Cortina si riempie la piazza per dire "no" all’opera (FOTO): “E’ una questione di tutti, perché di tutti è l’ambiente che ci circonda”

Tante le persone che questa mattina sono scese in piazza a Cortina d’Ampezzo per la manifestazione “Pista da Bob – Ultima chiamata”, l’evento organizzato per dire ‘no’ all’opera in vista delle Olimpiadi 2026

CORTINA D’AMPEZZO. È iniziata poco dopo le 10 e 30 di questa mattina (domenica 24 settembre) “Pista da Bob – Ultima chiamata”, la manifestazione organizzata a Cortina d’Ampezzo per dire ‘no’ alla realizzazione dell’opera in vista delle Olimpiadi invernali 2026. All’appuntamento, organizzato dal gruppo consiliare comunale “Cortina Bene Comune”, si sono presentati tra gli altri, oltre a numerosi cittadini e associazioni ambientaliste, anche i Verdi ed il Pd del Veneto, il Cai e Libera. Una partecipazione trasversale insomma per ribadire la contrarietà ad un’opera che, secondo le ultime stime, arriverebbe a costare ben 124 milioni di euro, ai quali andrebbero poi aggiunti 1,5 milioni l’anno per la manutenzione della pista.

 

 

Tante come detto le persone che si sono riunite in piazza Dibona per l’evento, tra cartelloni e striscioni contro l’opera: “C’è tanta gente contraria a questa pista – ha detto in apertura la consigliera comunale Roberta De Zanna –, ringrazio i miei concittadini, perché so che non è facile metterci la faccia, e ringrazio anche tutti gli amici venuti da fuori: la pista da bob è una questione di tutti, perché di tutti è l’ambiente che ci circonda”.

Un tema, quello del rispetto dell’ambiente, che nel caso del progetto per la pista da bob di Cortina va a braccetto anche con quello economico visto che, come ufficializzato il mese scorso dal sindaco di Innsbruck Georg Willi, l’utilizzo dell’impianto della città austriaca permetterebbe di ridurre le spese a circa 10-15 milioni di euro. Il tutto, ovviamente, senza contare i danni ambientali che il cantiere porterebbe a Cortina, dove per realizzare la pista si andrebbe inevitabilmente a ridurre la superficie boscata distruggendo tra l'altro un ampio lariceto.

 

FOTO e VIDEO di Michele Argenta

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