Protezione civile trentina: conclusa la missione in Friuli, ora la colonna mobile è pronta ad entrare in azione in Slovenia (VIDEO)
Nella giornata di oggi si è conclusa ufficialmente la missione della Protezione civile trentina in Friuli Venezia Giulia, dove gli operatori hanno lavorato per la messa in sicurezza dei moltissimi edifici danneggiati dalle grandinate record delle scorse settimane. Nel frattempo, alle 4 di questa mattina la Colonna mobile è partita alla volta della Slovenia, interessata da violenti nubifragi lo scorso 3 agosto: in azione anche i colleghi dal Veneto, che installeranno in zona un ponte bailey da 25 metri

TRENTO. Dopo la conclusione ufficiale delle attività in Friuli Venezia Giulia, la colonna mobile della Protezione civile del Trentino è pronta ad entrare in azione in Slovenia, per mettere in sicurezza le aree colpite dalla violenta alluvione del 3 agosto. A confermarlo sono le autorità della Provincia autonoma di Trento, che comunicano come i mezzi dei soccorritori siano partiti all'alba di questa mattina alla volta di Škofja Loka, poco lontano dalla capitale Lubiana.
Negli ultimi giorni gli operatori trentini avevano lavorato nel distretto di Mortegliano (Udine), duramente colpito da una devastante grandinata che aveva distrutto tetti, finestre e autovetture, danneggiando i muri esterni di decine di strutture pubbliche e private. L’intervento in due turni di 80 Vigili del fuoco volontari e 17 del Corpo permanente, con il supporto logistico di 7 operatori del Servizio prevenzione rischi e Cue della Provincia autonoma di Trento, ha consentito di mettere in sicurezza 255 edifici in 9 giorni di lavoro: le operazioni (realizzate nell’ambito di un’operazione che ha visto coinvolti anche i colleghi altoatesini) consistevano nella copertura con guaine o teli di nylon e sacchi di sabbia dei tetti danneggiati da maxi-chicchi di grandine del peso di circa un chilogrammo.
Tra i tanti edifici oggetto di sistemazione, si contano abitazioni private e strutture rurali; particolarmente prestigioso è stato l’intervento sul tetto del Duomo di Mortegliano effettuato dal Corpo permanente in collaborazione con il corpo nazionale dei Vigili del fuoco, oltre alla copertura della locale casa di riposo, ampia circa 1.000 metri quadrati.
Con oggi però, per la Protezione civile trentina si apre come detto una nuova missione, autorizzata dal presidente della Pat Maurizio Fugatti: “Il Trentino dimostra con i fatti il proprio spirito solidaristico, mettendosi al fianco di chi si trova in difficoltà. Dall’Emilia Romagna al Friuli Venezia Giulia, fino alla Slovenia: questi ultimi mesi hanno fortemente impegnato i nostri operatori fuori dai confini provinciali. Grazie a tutti coloro che mettono cuore, competenze e mezzi per aiutare gli altri”.
In Slovenia, dove le forti piogge del 3 agosto hanno causato importanti esondazioni, si registrano attualmente sfollati e aree isolate a causa del crollo di ponti: nell'ambito del meccanismo europeo di Protezione civile, il Trentino e il Veneto rappresentano l'Italia nell'ambito di questa missione di aiuto promossa dal Dipartimento nazionale. L'area di intervento, come detto, è stata individuata ad una ventina di chilometri a nord-ovest della capitale Lubiana, nel comune di Škofja Loka. La Colonna mobile, che opererà in territorio sloveno su due turni per circa due settimane,sarà composta da 26 operatori che appartengono a: Corpo permanente dei Vigili del fuoco; Servizio Bacini montani; Servizio Foreste; Servizio Gestione strade; Servizio Prevenzione rischi e centrale unica di emergenza.
“Due sono gli interventi che saranno realizzati grazie all’impiego di due escavatori cingolati di 25 e 24 tonnellate, che la Protezione civile ha trasportato sul posto – dice la Pat –. Gli operatori trentini si occuperanno di ripristinare un ponte stradale necessario per il transito pedonale degli studenti per raggiungere la scuola: saranno quindi realizzate apposite scogliere per proteggere il manufatto e garantire così la continuità del ponte. Nello stresso comune, sarà realizzato un guado provvisorio che sarà impiegato come bypass della viabilità ordinaria, in vista della demolizione del ponte ormai compromesso”.
Come anticipato, nel Paese opereranno anche i colleghi della Protezione civile veneta per l'installazione di un ponte bailey da 25 metri e per supportare tutte le operazioni necessarie.













