Si è costituito il pirata della strada che ha investito George Young, trovato morto nel fossato a bordo strada. Dopo averlo travolto era scappato dal luogo dell'incidente
L'uomo si è presentato presso la caserma dei carabinieri di San Bonifacio accompagnato dal proprio avvocato. Il corpo del 50enne d'origine londinese era stato scoperto solamente venerdì mattina in un fossato a fianco della Sp 17 a Montecchia di Crosara. L'impatto, violentissimo, l'ha sbalzato a 100 metri con un segnale stradale che è stato divelto

VERONA. Si è costituito nella tarda serata di ieri il pirata della strada che, nelle prime ore di giovedì 2 novembre, ha travolto e ucciso il 50enne George Young, senza poi fermarsi a prestare soccorso e scappando dal luogo dell'incidente. (QUI ARTICOLO).
Il guidatore, accompagnato dal proprio avvocato, si è presentato nella caserma dei carabinieri di San Bonifacio, confessando di essere lui alla guida del mezzo che, in via Pergola a Montecchia di Crosara, ha urtato la bicicletta condotta da Young, londinese d'origine ma veronese d'adozione, che stava rientrando a casa dopo aver terminato, verso l'una, il proprio turno di lavoro alla bruschetteria "Re di Fiandra".
Nonostante la pioggia forte e la proposta del titolare Renato Danese ad accompagnarlo a casa, caricando sul furgone anche la bicicletta, Young aveva preferito attaccare il gilet catarifrangente allo zaino indossato e rientrare in autonomia. Verso le 18.30 di giovedì, il cuoco avrebbe dovuto iniziare il proprio turno ma non si è presentato al lavoro. I titolari hanno cercato di contattarlo, prima tramite whatsapp e poi telefonicamente, non ottenendo però alcuna risposta.
Venerdì mattina, non avendo ancora sue notizie, i titolari si sono recati dai carabinieri di San Bonifacio, denunciando la scomparsa del dipendente. Mentre i militari stavano per iniziare le ricerche, partendo dalla zona tra Montecchia e Ronca, dove risultava l'ultimo aggancio ad un cella telefonica da parte del cellullare dell'uomo, verso le ore 13 due colleghe del 50enne inglese, che stavano percorrendo la Sp 17 palmo a palmo, hanno rinvenuto, nel fossato che fiancheggia la carreggiata sud, un segnale stradale abbattuto, la bicicletta, lo zaino e il corpo di Young, ormai senza vita.
I soccorritori non hanno potuto far altro che certificare il decesso dell'uomo e la dinamica è apparsa subito abbastanza chiara agli inquirenti: stando alla tracce rinvenute l'impatto sarebbe avvenuto a circa 100 metri di distanza con una violenza tale da far volare Young contro il segnale stradale e poi nel fossato. I carabinieri avevano già acquisito le immagini di diverse telecamere di videosorveglianza della zona.
Ieri sera la svolta con il reo confesso che si è presentato in caserma, ammettendo le proprie responsabilità.


















