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| 13 set 2023 | 15:40

Si tuffa nel lago per sfuggire alla cattura dei carabinieri: 30enne ripescato dopo 40 minuti e portato in ospedale per ipotermia

I fatti sono successi questa mattina a Madruzzo. L'uomo aveva rubato un avvitatore elettrico ed è stato inseguito dai carabinieri della locale stazione

Si tuffa nel lago per sfuggire alla cattura dei carabinieri: 30enne ripescato dopo 40 minuti e portato in ospedale per
di Redazione

MADRUZZO. Ha tentato di gettarsi in acqua nel lago di Toblino per poter sfuggire alla cattura dei carabinieri ma la fuga è stata breve: dopo circa 40 minuti è stato recuperato dai vigili del fuoco e dai militari dell'Arma per essere poi denunciato alla procura della Repubblica. Prima, però, è stato portato in ospedale a Trento per il leggero stato di ipotermia in cui versava.

 

Nella mattinata odierna, presso il lago di Toblino del Comune di Madruzzo, i carabinieri della locale stazione hanno denunciato in stato di libertà, per furto e resistenza a pubblico ufficiale, un cittadino del Marocco di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine.

 

Intorno alle 9,30 in quella località Sarche, il soggetto, in evidente stato di ubriachezza e dopo avere infastidito un negoziante della zona, ha rubato un avvitatore elettrico da un veicolo del Comune parcheggiato lungo la strada, scappando subito dopo con la bici di cui era in possesso.

 

I carabinieri di Madruzzo, già sul posto perché allertati per i comportamenti incivili che stava tenendo, lo hanno inseguito e raggiunto nei pressi del lago di Toblino. Qui il trentenne, per sfuggire al controllo, nel corso della identificazione spintonava i militari e si gettava nel lago, tentando di allontanarsi a nuoto.

 

Sul posto giungevano i vigili del fuoco che, unitamente ai Carabinieri, dopo circa 40 minuti riuscivano a recuperarlo senza particolari conseguenze. A causa di un leggero stato di ipotermia in cui versava, l’uomo è stato trasportato presso l’ospedale civile di Trento, con autoambulanza fatta giungere sul posto, per le necessarie cure del caso.

 

La refurtiva recuperata è stata consegnata agli aventi diritto ed il soggetto denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento.

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