Siccità, in Veneto ci si affida a reliquie sacre, riti e preghiere. A Verona viene esposta la ''Sacra Spina''
La scorsa estate c'erano stati i tridui per invocare la pioggia e antichi riti come le rogazioni ma non erano serviti un granché vista che il 2022 è stato uno dei più caldi e siccitosi da quando esistono le rilevazioni. Il 2023 è cominciato anche peggio e allora nella Cattedrale di Verona è ricomparsa la ''Sacra Spina'' l'anno scorso accompagnata dalla preghiera ''grazie signore per la pioggia''

VERONA. C'è chi fa la danza della pioggia o chi ci si affida a reliquie e preghiere, ricalcando vecchi riti pagani. In Veneto, in particolare, sono ancora molto diffuse certe cerimonie per superare la siccità. L'anno scorso tra incendi e mancanza d'acqua per le attività economiche in molte chiesette erano cominciati già a maggio i tridui (dal latino ''tres dies'' tre giorni di preghiere) per invocare la pioggia.
A fianco degli agricoltori erano scesi in campo anche i sacerdoti cattolici che, da sempre più vicini di quanto si pensi alle plurisecolari tradizioni pagane, hanno chiesto l'aiuto dell'altissimo per far piovere. Era la stessa Coldiretti a spiegare che i sacerdoti stavano organizzando cicli di preghiere e liturgie con la ripresa anche di antichi riti come le rogazioni, processioni propiziatorie sulla buona riuscita delle seminagioni. ''Mala tempora currunt'' e allora tutto serve, anche le invocazioni divine. La situazione, va detto, non è molto migliorata e la scorsa estate è stata la più calda e siccitosa da quando esistono le rilevazioni.
Il 2023, in compenso, è cominciato anche peggio con quasi il 70% di riserve idriche in meno sulle montagne per le mancate precipitazioni nevose e i fiumi Po e Adige già in sofferenza. E allora a Verona viene esposta la ''Sacra Spina'' nella Cattedrale del Duomo: una grande lisca di pesce marino a forma di falce con la quale, secondo la tradizione, furono martirizzati i santi patroni della città Scaligera, Fermo e Rustico. E la scelta, va detto, è stata ben pensata: bastava guardare il meteo per scoprire che questa sarebbe stata la settimana ''buona'' per vedere finalmente un po' di pioggia. La ''Sacra Spina'' fu esposta anche l'anno scorso ai primi di luglio. In quell'occasione monsignor Cottarelli invitò i fedeli anche a pronunciare una preghiera di Paolo VI per chiedere la pioggia.
Questi alcuni passi della preghiera: “Siamo consapevoli della nostra miseria e debolezza: nulla possiamo senza di te. Tu, Padre buono, che su tutti fai brillare il tuo sole e cadere la pioggia, abbi compassione di quanti soffrono duramente per la siccità che ci ha colpito in questi giorni. Ascolta con bontà le preghiere a te rivolte''. E ancora: ''Fa scendere dal cielo sopra la terra arida la pioggia sospirata, perché rinascano i frutti e siano salvi uomini e animali. Che la pioggia sia per noi il segno della tua grazia e benedizione: così, riconfortati dalla tua misericordia ti renderemo grazie per ogni dono della terra e del cielo, con cui il tuo Spirito soddisfa la nostra sete”.












