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| 27 feb 2023 | 13:26

Siccità, l'appello della Protezione civile: ''Non accendere fuochi''. Ancora intense le attività per spegnere il vasto incendio alle Sarche

La persistente siccità provoca una condizione di particolare secchezza e aridità dei boschi con gli incendi che si propagano rapidamente e con forza. Questo, con il forte vento, rende inoltre particolarmente complesse le operazioni per contenere l'incendio divampato nelle Sarche

Siccità, l'appello della Protezione civile: Non accendere fuochi''
di Redazione

TRENTO. La Protezione civile del Trentino invita la cittadinanza a evitare di accendere ogni tipo di fuoco. La persistente siccità provoca una condizione di particolare secchezza e aridità dei boschi con gli incendi che si propagano rapidamente e con forza. Questo, con il forte vento, rende inoltre particolarmente complesse le operazioni per contenere l'incendio divampato nelle Sarche.

 

Sono in corso le operazioni di spegnimento dell'incendio che si è sviluppato nella zona del monte Casale tra le località Colunga Crozetti. L'area boschiva interessata è stimata dalle autorità in poco meno di 20 ettari. Si alternano sul posto oltre un centinaio di vigili del fuoco volontari - coordinati dal vice ispettore distrettuale Mariano Largher e dal comandante del corpo di Calavino, Flavio Graziadei - oltre al personale del corpo forestale trentino guidato dal comandante della Stazione forestale di Vallelaghi, Davis Trentin.


 

Le operazioni di contenimento delle fiamme - che interessano il Comune di Madruzzo e lambisce quelli di Comano Terme e Dro - vedono impegnati da ormai 24 ore i vigili del fuoco volontari dei corpi di Arco, Dro, Calavino, Cavedine, Lasino, Padergnone, Terlago e Vezzano. Presente anche la Sala operativa mobile con i vigili del Distretto di Trento, mentre il velivolo del Nucleo elicotteri del corpo permanente dei vigili del fuoco di Trento sta prelevando l’acqua dal lago di Toblino e dal fiume Sarca (Qui articolo).


L’incessante lavoro degli operatori ha consentito di respingere le fiamme che minacciavano una struttura ricettiva e alcune abitazioni e che stavano raggiungendo la strada statale del Caffaro. Per scongiurare il rischio che l’incendio si propaghi ulteriormente, in quota sono stati posizionati diversi moduli e vasconi carichi d’acqua.

 

A due mesi dall'inizio del nuovo anno, sono alte in generale le preoccupazioni per la siccità sul fronte anche delle produzioni agricole e dell'acqua potabile. Alla diga di Santa Giustina mancano 30 milioni di metri cubi d'acqua. Livelli più bassi in tutti i bacini e in montagna la neve è dimezzata. "Una situazione critica. Sul risparmio dell'acqua serve l’impegno di tutti", il commento di Mario Tonina, vice presidente della Provincia (Qui articolo).

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