Stop all'accattonaggio con gli animali, arriva il disegno di legge in Provincia: multe fino a 800 euro. Zampa Trentina: ''Importante vietare questa pratica su tutto il territorio''
La prima firmataria del ddl è la consigliera di Fratelli d'Italia Katia Rossato che spiega: "Spesse volte questi animali sono obbligati ad ingerire grandi quantitativi di farmaci che finiscono inevitabilmente per nuocere alla loro salute psico-fisica – per costringerli a rimanere tranquilli e immobili per lunghi periodi”

TRENTO. Stop all'utilizzo degli animali nella pratica dell'accattonaggio. La questione da tempo discussa arriva in Consiglio provinciale con un disegno di legge che è stato presentato da Fratelli d'Italia a prima firma dalla consigliera Katia Rossato.
L'obiettivo è quello di introdurre nel territorio della Provincia autonoma di Trento il divieto per i responsabili della detenzione di animali d’affezione di utilizzare gli stessi nella pratica dell’accattonaggio.
“L’intento dell’articolato – ha spiegato in una nota la consigliera - consiste nella responsabilizzazione di chi possiede un animale d’affezione. Gli animali, in quanto essere viventi e senzienti con diritti legalmente riconosciuti a livello nazionale e internazionale, presentano determinate esigenze che debbono dunque essere rispettate. Tali bisogni non sono meramente legati alla necessità fisiologiche dell’animale, ma altresì e soprattutto all’importanza che esso conduca la propria esistenza in piena serenità, senza vedere la propria salute menomata dalle esigenze economico-finanziarie di alcuni soggetti o di organizzazioni dedite all’illecito e al traffico di animali”.
Sono diversi i casi, anche in Trentino, di animali utilizzati per la pratica dell’accattonaggio che oltre a subire maltrattamenti fisici e psicologici fin dalla tenera età, spesso sono sfruttati al fine di conseguire un profitto dall’accattonaggio.
“E’ inoltre acclarato che, spesse volte – spiega la consigliera Rossato - questi animali sono obbligati ad ingerire grandi quantitativi di farmaci che finiscono inevitabilmente per nuocere alla loro salute psico-fisica – per costringerli a rimanere tranquilli e immobili per lunghi periodi”.

Nel merito, il Disegno di legge di Fratelli d’Italia interviene sulla legge provinciale sugli animali d’affezione 2012 al fine d’introdurre il divieto di utilizzo di animali nella pratica dell’accattonaggio, prevedendo in caso di trasgressione di tale norma l’applicazione di una sanzione amministrativa da 400 a 800 euro.
Sulla questione Zampa Trentina, che da tempo si batte contro questa pratica, ha spiegato a il Dolomiti che ad oggi non tutti i Comuni hanno nel proprio regolamento di polizia urbana il divieto di accattonaggio ed è per questo fondamentale un provvedimento provinciale per vietarlo su tutto il territorio.












