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| 10 feb 2023 | 12:44

Truffano una 95enne e le rubano 4200 euro facendole credere che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente. Fermati 2 malviventi, i soldi in un tubo di patatine

E' successo nel vicentino e la Polizia di Stato ha individuato e denunciato 2 pregiudicati in trasferta dall’hinterland napoletano, con l’accusa di truffa aggravata 

Truffano una 95enne e le rubano 4200 euro facendole credere che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente
di Redazione

VICENZA. Hanno usato la tecnica del “Finto Avvocato” per truffare un'anziana di 95 anni rubandole 4200 euro.

 

E' successo nel vicentino e la Polizia di Stato ha individuato e denunciato 2 pregiudicati in trasferta dall’hinterland napoletano, con l’accusa di truffa aggravata. A dare l’allarme è stata la Centrale Operativa della Questura di Vicenza.

 

L’Operatore della Centrale, nella mattinata di ieri, dopo aver raccolto la segnalazione della donna, ha subito allertato le volanti per setacciare la zona dove era stata compiuta la truffa ed intercettare i malviventi.

 

Alcune ore più tardi, gli agenti, durante un normale servizio di vigilanza lungo le arterie autostradali, hanno controllato un'auto con a bordo 2 persone risultati gravati da numerosissimi precedenti penali.

 

Gli agenti, quindi, hanno deciso di effettuare un accurato controllo del veicolo, nel corso del quale, nascosta tra i sedili della vettura, è stata trovata una confezione rigida di patitine, a “tubo”, dotata di un sottofondo al cui interno vi era nascosta la somma di euro 4200 in contanti, suddivisa in banconote da 50 e 100 euro e per la quale i due fermati non erano in grado di fornire valide spiegazioni.

 

La conseguente attività di indagine, svolta proprio grazie alla fondamentale collaborazione della Questura di Vicenza, ha consentito di appurare che i soldi rinvenuti nella disponibilità dei due sospetti erano il provento della truffa aggravata commessa poche ore prima in danno della anziana signora vicentina che ha poi riconosciuto i due malviventi.

 

In particolare, così come riferito dalla vittima, i due truffatori erano riusciti a raggirarla facendole credere che suo figlio era rimasto coinvolto in un incidente stradale e che si trovava in custodia in una caserma dei carabinieri perché guidava un’autovettura priva di assicurazione.

 

La vittima è stata contattata sull’utenza telefonica di casa da un fantomatico avvocato, il quale le aveva sollecitato di preparare la somma di 5.000 euro, ovvero monili in oro dello stesso, necessari per “pagare” la liberazione del figlio, cosa che l’anziana donna faceva con la speranza di poter risolvere la situazione.

 

La somma di denaro veniva consegnata nelle mani dell'uomo che si era presentato come collaboratore del fantomatico avvocato, il quale, subito dopo, si dileguava. Immediatamente dopo, avendo avuto l’occasione di parlare con il proprio figlio, la vittima si rendeva conto di essere stata raggirata e, pertanto, decideva di chiamare la Polizia.

 

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