Una rete di associazioni insieme per gli 'Stati Generali del clima': “L'attivismo italiano raccoglierà le proprie istanze da portare a cittadini e politici”
L'iniziativa nasce dagli sforzi di Ci sarà un bel clima, progetto nato durante il Covid per ritrovare uno spazio di confronto: al momento sono una quarantina le realtà che hanno aderito, da Legambiente a Fridays for future ed Extinction Rebellion. Gli Stati generali del clima partiranno il 1 settembre 2023 e, dopo una prima fase organizzativa, fino ad aprile verranno raccolte le istanze dell'attivismo ecologico italiano da portare al mondo della politica

TRENTO. Un processo partecipativo per andare a riunire le realtà che, a livello italiano, si occupano di clima ed ambiente e per identificare una serie di istanze sulle quali “non si possono più fare dei passi indietro”. È questo l'obiettivo degli Stati generali del clima, il nuovo progetto lanciato da Ci sarà un bel clima (collettivo nato durante il Covid per ritrovare uno spazio d'incontro per chi vuole confrontarsi sulla crisi climatica) che punta a fondare “una piattaforma d'incontro e dialogo tra le realtà dell'attivismo ambientale italiano”.
Attualmente, spiega Michele Argenta di Ci sarà un bel clima, sono già una quarantina le realtà che hanno confermato la partecipazione al progetto (da Legambiente a Fridays for future ed Extinction Rebellion), che prenderà il via il 1 settembre 2023 a Oira in Piemonte. Dopo una prima fase organizzativa, nella quale si definiranno i vari tavoli di lavoro, le attività proseguiranno per diversi mesi fino ad aprile 2024, approfondendo macrotemi legati all'uso delle rinnovabili, alla conservazione del paesaggio, alla riduzione delle emissioni di Co2 e via dicendo.
“In Italia – scrive Ci sarà un bel clima – l'impegno verso la causa climatica e ambientale è diffuso e coinvolgente. Associazioni storiche, movimenti internazionali e comitati locali promuovono la transizione ecologica, rapida e giusta. Tuttavia, questa molteplicità di attori porta a una frammentazione di approcci e a un’inefficiente comunicazione con coloro che possono effettivamente mettere in atto il cambiamento: i decisori politici, che comprendono sia i cittadini votanti che i politici eletti. Questa frammentazione rischia di farci perdere di vista gli obiettivi principali dell’attivismo climatico.
"Per superare questa sfida è fondamentale avere proposte chiare, condivise e realizzabili da parte di tutti gli attori dell’attivismo e un’organizzazione per condividerle. Ecco perché nascono gli Stati Generali dell’Azione per il Clima. Una piattaforma di incontro e dialogo che riunisce tutte le realtà dell’attivismo italiano e che ha tre obiettivi principali:
- Definire linee guida comuni per coloro che agiscono nell’ambito dell’attivismo ambientale.
- Creare una rete italiana per l’azione climatica, che dia forza di comunicazione e di negoziazione agli attori coinvolti.
- Realizzare un documento che raccolga le attività svolte dall’attivismo italiano fino ad oggi, identifichi i punti cruciali per attuare la transizione in Italia e funga da proposta politica nel dibattito pubblico sul tema”.
L'iniziativa si rivolge quindi a tutti coloro che si impegnano per produrre un cambiamento sociale e politico, che si tratti di organizzazioni formali o informali, a livello locale o nazionale, che si occupano di ecologia, clima, ambiente, politica e società. “L'obiettivo – dicono gli organizzatori – è di coinvolgere tutte le realtà attiviste, dalle associazioni più giovani nate con la primavera ambientale del 2018 alle organizzazioni storiche presenti in tutto il Paese”.












