Incendio e allarme chimico alla Uniflex, Tancredi (Uiltec): "Non è un caso isolato. Ora basta. La salute e la sicurezza vengono prima di tutto"
All'interno di uno dei capannoni dell'azienda, che si occupa di prodotti in silicone, oltre alle fiamme - domate dai numerosi corpi dei vigili del fuoco intervenuti - sembra sia avvenuta la fuoriuscita di una sostanza chimica da un contenitore. In quel momento all'interno dell'azienda stavano operando tre lavoratori - pare di una ditta esterna -, due dei quali sono rimasti leggermente intossicati e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. Durissima la reazione del sindacato

MEZZOCORONA. "Una sequenza di eventi che non può essere liquidata come fatalità. Ora basta. Se non arriveranno segnali chiari e tempestivi, siamo pronti ad attivare tutte le iniziative necessarie, incluse mobilitazioni e scioperi. La salute e la sicurezza vengono prima di tutto. Sempre".
Sono parole durissime quelle usate Alan Tancredi, segretario generale della Uiltec Trentino Alto Adige con riferimento all'incendio avvenuto nella mattinata di oggi, sabato 16 maggio, in un locale della ditta Uniflex di Mezzocorona (Qui articolo).
All'interno di uno dei capannoni dell'azienda, che si occupa di prodotti in silicone, oltre alle fiamme - domate dai numerosi corpi dei vigili del fuoco intervenuti - sembra sia avvenuta la fuoriuscita di una sostanza chimica da un contenitore. In quel momento all'interno dell'azienda stavano operando tre lavoratori - pare di una ditta esterna -, due dei quali sono rimasti leggermente intossicati e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.
Dopo i primi soccorsi sul posto, entrambi sono stati trasportati all'ospedale Santa Chiara di Trento per tutti gli accertamenti del caso.
Ebbene, secondo la nota ufficiale emessa da Tancredi, quello accaduto stamattina "non si tratta di un caso isolato", ma il terzo nel giro di un anno.
"Il nuovo incendio verificatosi presso la ditta Uniflex di Mezzocorona - scrive in una nota ufficiale il Segretario Generale della Uiltec Trentino Alto Adige -, che ha comportato il soccorso di due operai per rischio di intossicazione, rappresenta l'ennesimo episodio grave che riaccende i riflettori su condizioni di sicurezza che non riteniamo più accettabili. Non si tratta di un caso isolato. Appena un mese fa si è verificato un altro grave infortunio: il lavoratore, infortunatosi il 15 aprile, non è ancora stato sentito dall'Uopsal. Già lo scorso anno un altro lavoratore era rimasto coinvolto in un incidente grave legato all'utilizzo di un battericida. Una sequenza di eventi che non può essere liquidata come fatalità. Ora basta".
L'Uiltec Trentino Alto Adige chiede immediatamente provvedimenti e misure concrete. "Non è tollerabile che si continui a lavorare in un contesto il cui rischio per la salute e la vita delle persone appare così elevato" scrive il sindacato.
"Come organizzazione sindacale - prosegue Tancredi - chiediamo con forza: l'apertura immediata di un tavolo con l'azienda e gli organi di vigilanza, verifiche approfondite e trasparenti sulle condizioni di sicurezza nello stabilimento, l'adozione urgente di tutte le misure necessarie per garantire la tutela dei lavoratori. Annunciamo inoltre che, appena possibile, procederemo all'elezione delle rappresentanze sindacali e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls). La sicurezza non è un costo, ma un diritto fondamentale. Non è tollerabile che si continui a lavorare in un contesto in cui il rischio per la salute e la vita delle persone appare così elevato. Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori coinvolti e alle loro famiglie, ma la solidarietà non basta: servono risposte immediate e concrete. Se non arriveranno segnali chiari e tempestivi, siamo pronti ad attivare tutte le iniziative necessarie, incluse mobilitazioni e scioperi. La salute e la sicurezza vengono prima di tutto. Sempre".












