West Nile Virus, primo caso confermato in Veneto. Ecco come prevenire il contagio
Confermato il primo caso umano in Veneto. Il contagio avviene attraverso le zanzare, non da persona a persona, e la maggior parte dei casi è asintomatica. I casi più gravi sono 1 ogni 150, cioè meno dell'1%

VERONA. West Nile Virus, il primo caso umano della stagione in Veneto è un 66enne del veronese. A confermarlo è la Direzione prevenzione della Regione Veneto, che negli scorsi giorni ha diffuso la notizia del contagio. Solitamente i primi casi vengono registrati più presto (nel 2022 il primo era stato a inizio giugno) e il fatto che quest’anno la malattia sia arrivata soltanto ora fa sperare in una stagione a bassa circolazione del virus.
Da ormai diversi anni il West Nile circola ogni estate nel nord Italia, con una diffusione variabile a seconda della situazione ambientale e climatica. L’anno scorso, per esempio, è stata una stagione particolarmente intensa, con molti casi di infezione e purtroppo anche dei decessi.
Il virus viene trasmesso dalle zanzare, non da persona a persona, e il periodo di incubazione varia tra i 2 e i 14 giorni dal momento della puntura, anche se può arrivare a 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.
Nella maggior parte dei casi il paziente rimane asintomatico per tutto il decorso della malattia, ma tra i sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.
I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.
La Regione Veneto, in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e con tutti i dipartimenti di Prevenzione delle Ulss, sta mantenendo un'attenta sorveglianza sul territorio, al fine di permettere interventi tempestivi ai primi segnali di circolazione virale.
Per la stagione in corso sono state ulteriormente rafforzate le misure di sorveglianza, in particolare monitorando con attenzione l'efficacia degli interventi di controllo delle zanzare sul territorio garantiti dai Comuni ed eseguendo sopralluoghi tempestivi nelle aree di possibile circolazione virale.
Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:
- usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto;
- usando delle zanzariere alle finestre;
- cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali;
- non abbandonando oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni nei quali possa raccogliersi l’acqua piovana;
- svuotando ogni giorno qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua e, ove possibile, capovolgerli;
- coprendo ermeticamente (anche attraverso reti a maglie strette) i contenitori d’acqua fissi (bidoni, cisterne);
- effettuando periodicamente interventi larvicidi in tombini, caditoie, fossi, con idonei prodotti.













