A22 nella morsa della nebbia: da venerdì a domenica chiusi lunghi tratti, lunedì safety car e limite dei 50 orari. L'esperto: "E' molto fitta a causa delle alte temperature"
Domenica, addirittura, l'A22 è rimasta impercorribile per tutta la mattinata nel tratto da Verona Nord sino al "mega" svincolo con l'A1 e l'A4 situato poco prima di Campogalliano. "La nebbia - spiega Francesco De Martin, dottorando al dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Bologna - è un fenomeno dovuto all'inversione termica in seguito all'arrivo dell'anticiclone. Con l'innalzamento della temperatura, maggiore è la quantità di vapore acqueo nell'atmosfera e più 'goccioline' si formano. La conseguenza è una nebbia molto più fitta"

TRENTO. Visibilità ridotta a 20 metri, a momenti addirittura meno, banchi di nebbia di decine di chilometri: per tre giorni, da venerdì a domenica, l'Autostrada del Brennero ha dovuto chiudere al traffico, per diverse ore, lunghissimi tratti e relativi caselli.
Domenica, addirittura, l'A22 è rimasta impercorribile per tutta la mattinata nel tratto da Verona Nord sino al "mega" svincolo con l'A1 e l'A4 situato poco prima di Campogalliano. In presenza di nebbia, infatti, non si può assolutamente sottovalutare il problema e, allora, per prevenire incidenti e code (con il rischio di pericolosissimi tamponamenti a catena), si è deciso per lo stop "totale".
Lunedì mattina la situazione è leggermente migliorata, ma la visibilità era comunque appena sufficiente per garantire la circolazione: le condizioni non erano le medesime del fine settimana e dunque, anziché procedere al "blocco" totale (che avrebbero creato disagi a molte più persone, trattandosi di giornata di lavoro), vertici e tecnici di A22 hanno deciso di affidarsi alle "safety car" della polizia stradale e ai mezzi del personale autostradale. Sulle strade, soprattutto nel tratto tra Nogarole Rocca e Modena (poi ridotto, via via che la situazione migliorava), il più "bersagliato" dalla nebbia, sono stati impegnati circa 10 mezzi con il preciso obiettivo di "fare" strada agli altri mezzi nel rispetto del limite imposto di 50 chilometri orari all'ora.
Dopo una parziale normalizzazione, nel pomeriggio la nebbia si è fatta nuovamente molto fitta e, dunque, si è deciso - per evitare saggiamente ogni rischio - di tornare per qualche ora al limite di 50 orari con costante monitoraggio del percorso.
Il tratto tra Affi e Modena è sì dotato di illuminazione antinebbia per favorire la circolazione anche in presenza di fittissima foschia, ma la tecnologia attualmente in uso (in tutto il mondo) non basta per ovviare ad un problema che diventa irrisolvibile quando la nebbia diventa fittissima (e si sviluppa per tanti chilometri), portando la visibilità ad una distanza che non consente la tranquilla circolazione.
Non sono mancate le proteste di alcune associazioni di categoria, ma bene ha fatto l'A22 a chiudere accesso e caselli, anche in via preventiva (come accaduto domenica) e prima che si verificassero incidenti, quasi 100 chilometri di autostrada. Ingente, ovviamente, il danno per le casse dell'Autostrada del Brennero visto il mancato incasso di tantissimi pedaggi e, dalla sede di via Berlino, fanno sapere che "le chiusure non sono state effettuate certamente a cuor leggero, ma la priorità è e sarà sempre la sicurezza di chi viaggia".
"La nebbia - spiega Francesco De Martin, dottorando al dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Bologna - è un fenomeno dovuto all'inversione termica. Arriva l'anticiclone, nel caso di questi giorni sub-tropicale, che porta grandi masse d'aria in quota, mentre a terra si verifica, per l'appunto, l'inversione termica che provoca la formazione di nebbie o foschie. Il fatto che adesso sia più fitta è dovuto all'innalzamento della temperatura: più gradi ci sono, come in questi giorni, e maggiore è la quantità di vapore acqueo nell'atmosfera. Il che tradotto significa più 'goccioline' con la conseguenza che la nebbia è molto più compatta e, ovviamente, la visibilità diminuisce notevolmente. L'anticiclone porta diversi cambiamenti a seconda delle stagioni, ecco perché abbiamo il caldo afoso in estate e la nebbia in inverno. In Pianura Padana, come è noto, è un fenomeno tipico del periodo che va da ottobre a marzo. Se poi se l'anticiclone sub-tropicale il problema si acuisce".














