Addio a don Sergio Sacco Sonador: “Uomo di scienza e di fede, ci mancherà la sua levatura culturale”. Due mesi fa aveva vinto il Premio Pelmo d'Oro
Lutto nel Bellunese per la scomparsa, a 88 anni, di don Sergio Sacco Sonador, plurilaureato, poliglotta, classicista, intenditore d'arte e di musica: “Ai suoi familiari e a tutti coloro che hanno potuto apprezzarne le doti umane – scrive il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin – un pensiero d'affetto da parte mia e del consiglio provinciale”

BELLUNO. “Un uomo di scienza e di fede, dalla cultura sconfinata, quasi enciclopedica, e dalla sconfinata passione”. Sono queste le parole con le quali il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, ricorda don Sergio Sacco Sonador, scomparso a 88 anni dopo ben 64 anni di ministero sacerdotale nel Bellunese.
“Oggi se ne va un abitante e uno studioso autentico della montagna – continua Padrin – che dalla montagna ha saputo apprendere, imparare, elevarsi”. Don Sergio Sacco Sonador è stato sacerdote, insegnante, linguista, autore di decine e decine di libri sul Bellunese, fondatore dell'Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, promotore di iniziative culturali e ideatore, tra le altre cose, della 'Scuola di formazione sociale e politica'. Non più tardi di due mesi fa aveva vinto il Premio Pelmo d'Oro per la cultura alpina.
“Mi ha colpito la lucidità con cui – sottolinea il presidente della Provincia di Belluno – nella cerimonia del Pelmo d'Oro, ha descritto l'importanza della montagna nella sua formazione umana e professionale. Montagna che gli aveva tolto un fratello nel 2009, ma che, parole sue, non può essere vista come buona o cattiva a seconda dei casi, perché fa parte del nostro orizzonte quotidiano. Ci mancherà la sua levatura culturale, la sua capacità di indirizzare alla ricerca e appassionare alla cultura, la multiformità dei suoi interessi. Il Bellunese oggi è un po' più povero, ma sapremo far tesoro delle tante eredità (libri, riviste, lezioni) che don Sergio ci ha lasciato. Ai suoi familiari e a tutti coloro che hanno potuto apprezzarne le doti umane, un pensiero d'affetto da parte mia e del consiglio provinciale”.












