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Trento
16 agosto | 09:41

Alta tensione alla Residenza Fersina, un litigio si trasforma in un'aggressione: un 28enne colpito al collo con cacciavite. Fermata una persona

Ancora momenti di grandissima tensione alla Residenza Fersina. Un 28enne è stato colpito con un cacciavite, arrestato dai carabinieri un 29enne. Due mesi fa c'era stata un'altra aggressione

Alta tensione alla Residenza Fersina, un litigio si trasforma in un'aggressione: un 28enne colpito al collo con cacciavite

TRENTO. Momenti di fortissima tensione alla Residenza Fersina in via Al Desert a Trento. Una violenta discussione è sfociata in un'aggressione con il cacciavite. Un 28enne è stato arrestato.

 

A distanza di due mesi da un episodio simile (Qui articolo), l'aggressione è avvenuta nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 agosto. Un 29enne, cittadino marocchino, è stato aggredito e colpito da un connazionale classe 1996.

 

Immediato l'allarme e le forze dell'ordine, appena arrivate alla Residenza Fersina, hanno individuato la vittima, la quale aveva riportato un paio di profonde ferite al collo e alla spalla. L'aggressore, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe servito di un cacciavite per colpire il giovane.

 

Il personale sanitario ha prestato le cure del caso al ferito mentre i carabinieri hanno avviato le ricerche del responsabile dell'aggressione. Un'attività che si è svolta all'interno e all'esterno della struttura di accoglienza. 

 

E' stato così che, sulla base della descrizione dei fatti fornita ai militari da alcuni testimoni, dei rilievi svolti dalla Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo del Comando provinciale e degli ulteriori scrupolosi accertamenti svolti sul posto dal personale del Nucleo operativo e radiomobile, nel giro di poco tempo l’aggressore è stato individuato mentre stava cercando di nascondersi in un’area periferica situata sempre all’interno del perimetro della residenza.

 

Il 28enne è stato quindi fermato e portato agli uffici di via Barbacovi per le relative procedure di identificazione e successivamente è stato accompagnato al carcere di Spini di Gardolo.

 

Sono in corso ulteriori accertamenti dei carabinieri per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti, ma soprattutto per comprendere le motivazione del gesto: una lite, spiegano le forze dell'ordine, probabilmente scaturita da futili motivi.

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