Attiravano uccelli protetti nel giardino con richiami illegali e sparavano direttamente dal portico di casa: fermati e sanzionati due bracconieri
Dopo aver udito diversi spari provenire sempre dalla zona, gli agenti della polizia provinciale di Treviso si sono appostati e hanno colto il flagranza di reato i due (che non avevano il permesso per svolgere attività venatoria), trovandoli in possesso - al momento del sequestro - dei resti di un pettirosso, un fringuello e un codirosso

MARENO DI PIAVE. Attiravano gli uccelli nel giardino di casa con dispositivi illegali e poi sparavano direttamente dal portico chiuso vicino all'abitazione (isolata), "protetti" da una rete ombreggiante. Il tutto, tra l'altro, senza essere in possesso dei permessi per cacciare.
Due bracconieri sono stati fermati e sanzionati pesantemente dalla polizia provinciale di Treviso per utilizzo di richiamo acustico illecito, abbattimento di fauna selvatica protetta (al momento del sequestro sono stati trovati in possesso di un pettirosso, un fringuello e un codirosso morti) e per mancanza della documentazione necessaria per svolgere l'attività venatoria.
Gli agenti, durante l normali azioni di monitoraggio del territorio, hanno sentito provenire, sempre dalla medesima zona, numerosi spari: immediatamente sono state avviate l'attività di approfondimento e gli appostamenti che hanno permesso di cogliere in flagranza di reato i due bracconieri, rinvenendo i resti dei tre uccelli protetti.
"L'attenzione al contrasto del bracconaggio e degli illeciti contro la fauna selvatica è una priorità per le donne e gli uomini che compongono il Corpo di Polizia dell'Amministrazione Provinciale di Treviso - ha sottolineato Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso -. A loro un grande plauso per l'operato e per tutte le attività di monitoraggio e prevenzione".


















