Cgil e Uil: "Morti sul lavoro, i numeri che abbiamo in Italia non sono più tollerabili", oltre duecento trentini in piazza a Roma
Al centro della mobilitazione anche la tutela dei salari e il diritto alla salute. I sindacati: "Un’altra tappa del percorso avviato per mettere al centro dell’azione di governo i bisogni reali del Paese, contro una narrazione che dipinge un’Italia dove tutto va bene"

ROMA. Sono oltre duecento le lavoratrici e i lavoratori, ma anche pensionate e pensionati trentini, che hanno partecipato oggi, 20 aprile, alla manifestazione nazionale organizzata a Roma da Cgil e Uil per riaffermare il diritto alla sicurezza sui luoghi di lavoro e per la difesa della salute pubblica e dell’accesso alle cure di tutti i cittadini, ma anche per la tutela dei salari e per una giusta riforma fiscale.
"Quella di oggi è un’altra tappa del percorso di mobilitazione avviato per provare a mettere al centro dell’azione di governo i bisogni reali del Paese, contro una narrazione che dipinge un’Italia dove tutto va bene – spiegano i sindacati – e tra i motivi della protesta prima di tutto c'è il diritto alla salute che deve passare da un servizio sanitario pubblico e universale: per costruirlo davvero servono risorse economiche, umane e organizzative e un piano pluriennale di assunzioni non è più rimandabile".
Ad animare la protesta di Ggil e Uil è anche il tema delle morti sul lavoro perchè, come viene spiegato dalle sigle, "i numeri che abbiamo oggi in Italia non sono più tollerabili e ciò è stato reso evidente dalla tragedia di Suviana, ma anche da tutti i lavoratori deceduti prima e dopo".
"Oggi la protesta è anche contro la riforma fiscale disegnata dal Governo che invece di combattere l’evasione fiscale e contributiva introduce nuove sanatorie, condoni e concordati – concludono Cgil e Uil – e inoltre non tassa gli extraprofitti, favorisce le rendite finanziare e immobiliari, il lavoro autonomo benestante e le grandi ricchezze: è tutto l’opposto di quanto andrebbe fatto".












