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Trento
11 marzo | 10:25

“Così si completa la metanizzazione della val di Fassa”. Ecco la nuova cabina Re.Mi di Novareti (e di cosa si tratta): “A Canazei posa della rete in primavera”

La struttura, che svolge un ruolo fondamentale e molto delicato nel sistema di distribuzione del gas sul territorio, rappresenta un nuovo 'innesto' sulla rete nazionale Snam, che corre in Trentino lungo la valle dell'Adige. La rete di distribuzione che Novareti gestisce nelle valli di Cembra, Fiemme e Fassa è di ben 150 chilometri, una delle più lunghe nelle valli alpine

TRENTO. Re.Mi: regolazione e misura. Questa è la sigla della nuova struttura inaugurata da Novareti (la società del Gruppo Dolomiti Energia specializzata nella distribuzione del gas naturale in 90 Comuni del Trentino) a Giovo, in località Ceola, per potenziare e ottimizzare la distribuzione del gas in Provincia. In poche parole, la cabina rappresenta un nuovo 'innesto' sulla rete nazionale Snam, che come un'autostrada corre sottoterra in Trentino lungo la valle dell'Adige per poi ramificarsi, grazie alle condotte gestite da Novareti, lungo le valli provinciali laterali. Gli 'svincoli', per rimanere nella metafora autostradale, sono costituiti proprio dalle circa 30 cabine Re.Mi presenti sul territorio trentino, che permettono in sostanza al metano di arrivare dalla condotta nazionale fin dentro le case dei cittadini. E proprio questa è una delle finalità della nuova struttura inaugurata a Giovo: rendere possibile il completamento della metanizzazione del Trentino nord-orientale (in particolare quindi val di Cembra, val di Fiemme e val di Fassa), con ricadute positive sia per l'utenza che per la diminuzione delle emissioni di inquinanti. Ma procediamo con ordine.

 

“La struttura in questione – dice a il Dolomiti Claudio Dalrì, amministratore delegato di Novareti – rappresenta la conclusione del progetto di metanizzazione dell'area iniziato nel 1995, almeno in termini di opere di presa. Ci sono due aspetti da valutare parlando della nuova cabina Re.Mi: innanzitutto ci permetterà di portare il gas anche in abitati che attualmente non sono ancora raggiunti dalla rete, come Canazei e Masi di Cavalese. Nell'ottica poi di un territorio di complessa gestione da questo punto di vista come il Trentino, dove dalla valle dell'Adige dobbiamo trasportare il gas in quota fino anche a 1.500 metri, garantirà alla rete locale una maggiore resilienza, una seconda porta d'accesso, per così dire, alla rete nazionale in caso di guasti, che permetterà quindi di non interrompere il servizio”. La rete gestita da Novareti nelle valli Cembra, Fiemme e Fassa è infatti una delle più lunghe dell'arco alpino, con ben 150 chilometri di condotte, e una nuova Re.Mi rappresenta in questo contesto un'ulteriore assicurazione per la fornitura sul territorio.

 

“Dobbiamo ricordare – continua Dalrì – che parliamo di un impianto estremamente complesso, che tra autorizzazioni, studi, progettualità e realizzazione ha richiesto ben 9 anni. Ora, questo secondo 'casello' renderà come detto accessibile il gas anche in nuove realtà, mettendo a disposizione dei cittadini un combustibile molto meno inquinante e con una maggior flessibilità d'utilizzo, per esempio, del gasolio e della legna. Nell'ottica delle transizione energetica il gas rappresenta infatti una delle principali forme di conversione, con un apporto positivo netto a livello ambientale per la riduzione delle emissioni di inquinanti da parte dei combustibili fossili pesanti. Teniamo conto che in Trentino, guardando solo alla distribuzione nelle case, nell'artigianato e nella piccola industria, ogni anno consumiamo circa 300 milioni di metri cubi di metano, che convertiti in energia rappresentano un valore comparabile alla produzione annuale media dell'idroelettrico”. Proprio in questo contesto è già in programma la posa della rete nel comune di Canazei e in tutte le sue frazioni, con l'avvio dei lavori previsto per la prossima primavera. Allargando però lo sguardo all'intera zona delle Valli di Fassa e Fiemme, sono ben 20 i nuovi chilometri di rete posati da Novareti negli ultimi 3 anni, che hanno reso accessibile il gas a centinaia di nuove utenze. Un processo che, grazie alla realizzazione di strutture come quella inaugurata a Giovo, continuerà anche nel resto del Trentino.

 

Ma quali sono, nel dettaglio, le funzioni di una cabina Re.Mi? “Si tratta di un impianto che tratta il gas – dice Dalrì – filtrandolo innanzitutto dalle impurità per l'arrivo nelle case, riscaldandolo, decomprimendolo e infine odorizzandolo secondo la normativa”. Nella condotta nazionale infatti il metano viaggia a una pressione di 70 bar, pari a 70 chilogrammi per centimetro quadro, mentre nelle condotte più piccole, le diramazioni citate in precedenza, la pressione è pari a soli 12 bar per poi scendere ancora nelle abitazioni ad appena 20 millibar. La cabina permette quindi di abbassare la pressione, distribuendo il metano in modo sicuro a famiglie e imprese. Al di là del processo di filtrazione, nel corso del quale il gas viene purificato (eventuali colori diversi dal 'normale' blu nella fiamma del fornello di casa non sono infatti dovuti a impurità nel metano, come spesso si sente dire, ma alla presenza di eventuali composti nell'aria), al metano viene poi aggiunta una sostanza che ne determina il tipico odore, un'operazione prevista dalla legge per motivi di sicurezza: il gas naturale infatti risulterebbe altrimenti inodore, impedendone la veloce rilevazione in caso di dispersione nell'ambiente.

 

“Ovviamente poi – continua l'amministratore delegato di Novareti – successivamente si procede alla misura, grazie ad un contatore interno. Ad oggi siamo sui 12-13mila metri cubi standard l'ora per l'area di riferimento. Dopo le metanizzazioni previste grazie a questa nuova cabina ci aspettiamo incrementi di 4-5mila metri cubi a discapito del consumo, per esempio, di legna e gasolio”. L'investimento per la struttura, sostenuto interamente da Novareti, è pari a circa 3,5 milioni di euro: “L'intero processo di progettazione e realizzazione – conclude Dalrì – è stato portato avanti in 'full digital', con una prima ideazione su progetti 3d e la rilevazione di un 'digital twin' della struttura in tutte le varie fasi di costruzioni. Oggi, tutte le operazioni interne sono telecontrollate e digitalizzate al 100%. La società si muove come abilitatrice di sostenibilità e negli ultimi 5 anni ha avviato un piano di investimenti di oltre 100 milioni di euro per l'innovazione e la sicurezza dell'approvvigionamento del gas nel territorio trentino. La concretizzazione di questo nuovo impianto conferma il nostro impegno nel fornire un servizio come la distribuzione di gas, ancora indispensabile per la vita di ogni giorno e nel contribuire allo sviluppo sostenibile delle comunità in cui operiamo”.

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