Damasco è caduta, Assad è in fuga. La Siria si libera del dittatore (e questa volta Russia, Iran ed Hezbollah non possono intervenire)
Assad "è fuggito" dalla Siria dopo aver perso il sostegno della Russia. Lo scrive Donald Trump in un post su Truth social, poche ore dopo l'ingresso dei ribelli jihadisti a Damasco. "Assad non c'è più. È fuggito dal suo Paese. Il suo protettore, la Russia guidata da Vladimir Putin, non era più interessata a proteggerlo. Non c'era alcun motivo per cui la Russia restasse lì" sostiene il presidente eletto degli Stati Uniti

DAMASCO. Si tratterebbe di una giornata storica per il Medio Oriente: Damasco è caduta e il sanguinario dittatore Bashar al Assad, presidente da 24 anni, avrebbe lasciato il Paese in fuga. I ribelli jihadisti sono entrati nella notte a Damasco dopo una marcia trionfale durata neanche dieci giorni dopo l'inizio di un'offensiva che si è rivelata inarrestabile e che in pochissimo tempo ha permesso di conquistare Aleppo, Hama e Homs.
Decisivo è stato ''l'aiuto indiretto'' dato a Israele che da mesi sta impegnando sul fronte libanese, e distruggendo, le forze di Hezbollah (e tenendo impegnato anche l'Iran) da sempre alleati del governo di Assad e già in passato intervenuti in sua difesa. E anche la guerra in Ucraina ha dato il suo ''contributo'' essendo i russi impegnati in massa su quel fronte (in passato Putin era stato decisivo per preservare il dittatore siriano).
"Il tiranno è fuggito" si legge sull'Agi e Damasco "è liberata", hanno annunciato gli insorti: "Questo è il momento che sfollati e detenuti aspettavano da tempo, il momento del ritorno a casa e il momento della libertà dopo decenni di oppressione e sofferenze".
Dopo l'ingresso dei ribelli jihadisti nella capitale, centinaia di persone sono scese in piazza a festeggiare la caduta del regime degli Assad al potere da 53 anni. Il premier Mohammed al-Jalali ha intanto fatto sapere di essere pronto a cooperare nel passaggio dei poteri. In un post sui social ha scritto: "Crediamo che la Siria sia di tutti i siriani, che sia il Paese di tutti i suoi figli e che questo Paese possa essere uno Stato normale che costruisce buone relazioni con i suoi vicini e con il mondo senza entrare in alleanze e blocchi regionali".
I jihadisti sono poi entrati nel palazzo presidenziale al grido di "Dio è il grande", hanno raccontato testimoni oculari alla Dpa. I ribelli sarebbero entrati nel palazzo, situato nel distretto di Mezzeh, senza incontrare alcuna resistenza.
Assad "è fuggito" dalla Siria dopo aver perso il sostegno della Russia. Lo scrive Donald Trump in un post su Truth social, poche ore dopo l'ingresso dei ribelli jihadisti a Damasco. "Assad non c'è più. È fuggito dal suo Paese. Il suo protettore, la Russia guidata da Vladimir Putin, non era più interessata a proteggerlo. Non c'era alcun motivo per cui la Russia restasse lì" sostiene il presidente eletto degli Stati Uniti, sottolineando che Mosca "ha perso ogni interesse per la Siria a causa dell'Ucraina, dove quasi 600.000 soldati russi sono stati feriti o uccisi, in una guerra che non sarebbe mai dovuta iniziare e che potrebbe andare avanti all'infinito". Nel post, Trump afferma poi che "Russia e Iran si trovano in questo momento in uno stato di debolezza, l'una a causa dell'Ucraina e dell'economia che va male, l'altro a causa di Israele e dei suoi successi nella guerra".














