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Trento
08 agosto | 17:28

La missione trentina in Ciad: formazione e aiuto per l'autosufficienza agricola del paese, Tribù del Mondo e Francesco Bigaran in missione per Ufa Tchad

La sezione trentina dell’associazione Tribù del Mondo e Francesco Bigaran in collaborazione con l’associazione Ufa Tchad per la realizzazione del progetto I Ciadiani aiutano i Ciadiani. Una missione umanitaria per rendere il Ciad, stato in grave crisi umanitaria, autosufficiente dal punto di vista agricolo

di Michele Terragnolo

TRENTO. I Ciadiani aiutano i Ciadiani, questo è il nome del progetto di Ufa Tchad (Unione degli agricoltori africani del Ciad) a cui dal gennaio 2024 la sezione trentina di Tribù del Mondo collabora tramite la missione Un ponte per il Ciad, mirata allo sviluppo del comparto agricolo del Ciad, per cui l’associazione ha donato 2.500 euro per l’acquisto di pannelli solari e attrezzi agricoli.

 

Ufa Tchad è diretta da Karmel Bekoutou Guy, ex studente dell’Università di Trento, laureato in Economia, ex-presidente dell’Unistudent e con esperienze alle Nazioni Unite. Il progetto in questione ha come obiettivo quello di rendere i Ciadiani autosufficienti e aiutarli a migliorare e ottimizzare la produzione agricola. Tribù del Mondo ha deciso di sostenere questo progetto e commenta: “Riteniamo valido il progetto perché intende fornire alla gente del posto gli strumenti e la formazione per avviare un processo di auto-sostentamento e di sviluppo che, una volta avviato, starà a loro proseguire ed estendere”.

 


 

Lo scopo di UFA TCHAD è raggiungere i primi due obiettivi dell’Agenda 2030: sconfiggere la povertà e sconfiggere la fame, con attenzione all'occupazione giovanile e femminile, all’impronta ecologica e all'autosufficienza agricola. “Infatti”, afferma Guy, “il Ciad importa ogni anno 300.000 tonnellate di cibo, per questo è fondamentale, per una ripresa economica e lo sviluppo del paese, partire da una produzione agricola adatta a sostenere il fabbisogno dello stato, che negli ultimi anni sta aumentando sempre di più anche con l’arrivo degli immigrati sudanesi, che fuggono dalla guerra, e con l’inasprirsi dei cambiamenti climatici”. Lo scorso anno UFA TCHAD ha prodotto riso su 4 ettari di terra a 80 chilometri da N’Djamena, la capitale, e prossimamente si semineranno anche sesamo, miglio, mais e arachidi.

 

Guy continua: “Abbiamo già più di 1.000 ettari di paesaggio a nostra disposizione per ampliare questo progetto e replicarlo altrove nelle comunità rurali. Gli ostacoli principali che stiamo incontrando sono che nessuna banca finanzia il settore agricolo e che non abbiamo accesso a tecnologie e macchine”. Un altro obiettivo della missione è la mappatura e l’analisi dei territori dell’associazione non ancora utilizzati che aumenterebbero di molto la capacità produttiva del progetto. Il sostegno di Tribù del Mondo è mirato a fornire i mezzi e le conoscenze necessarie all'indipendenza del popolo ciadiano.

 


 

Due giorni fa è iniziata la seconda fase del progetto Un ponte per il Ciad. Tramite la sezione trentina di Tribù del Mondo, il direttore della Federazione Trentina Biologico e Biodinamico, vice-presidente di ACLI Terra che collabora con vari istituti di ricerca italiani e internazionali, Francesco Bigaran, ha iniziato la sua missione in Ciad, dove sarà promotore presso i rappresentati politici e civili del posto di nuove politiche agricole, strategie di produzione e sfruttamento del terreno, e politiche di analisi del suolo per migliorare la coltivazione sostenibilmente e in modo rispettoso della natura.

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