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Bolzano
02 luglio | 11:37

Latitante dal 2021 fermato in treno mentre torna in Italia passando per il Brennero: 26enne arrestato e portato in carcere

Il 26enne cittadino marocchino era latitante dal 2021. Il questore Paolo Sartori: "La ricerca e l’arresto dei latitanti consentono di evitare che soggetti la cui pericolosità sociale è stata conclamata continuino a permanere indisturbati sul territorio a compiere reati"

Latitante dal 2021 fermato in treno mentre torna in Italia passando per il Brennero: 26enne arrestato e portato in carcere
di MOb

BOLZANO. Nella mattinata di ieri, lunedì 1 luglio, gli agenti del commissariato del Brennero hanno arrestato un 26enne cittadino marocchino pluripregiudicato.

 

L’uomo, latitante dal 2021, era ricercato a seguito di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Vicenza che lo condannava a 3 anni, 2 mesi e 14 giorni di reclusione per numerosi reati contro il patrimonio (furti aggravati e rapine) commessi negli anni precedenti a Vicenza e provincia.

 

Il giovane è stato rintracciato e fermato dagli agenti del commissariato del Brennero mentre tentava di introdursi nel territorio nazionale a bordo di un treno proveniente dall’Austria, dove si era rifugiato per anni allo scopo di sfuggire alla cattura.

 

Il controllo è scaturito dall’atteggiamento sospetto ed insofferente tenuto dal latitante alla vista dei poliziotti: atteggiamento che ha indotto gli agenti a verificare i documenti esibiti dall’uomo alla loro richiesta. I successivi controlli presso la Banca Dati del Ministero dell’Interno hanno consentito di appurare l’esistenza dell’ordine di carcerazione a suo carico.

 

Al termine degli atti di polizia giudiziaria, l’uomo è stato dichiarato in arresto e condotto presso la casa circondariale di Bolzano per espiare la pena alla quale è stato condannato.

 

Il questore della provincia di Bolzano Paolo Sartori ha emesso nei confronti del 26enne un decreto di espulsione, che diverrà esecutivo al termine della espiazione della pena con il trasferimento coattivo dell’uomo nel Paese di origine.

 

“La ricerca e l’arresto dei latitanti, da un lato, garantiscono che venga data effettiva esecuzione alle sentenze emesse dall’Autorità Giudiziaria e, dall’altro, consentono di evitare che soggetti la cui pericolosità sociale è stata conclamata, con a proprio carico precedenti penali spesso particolarmente gravi, continuino a permanere indisturbati sul territorio a compiere reati – ha evidenziato il Questore Sartori –. Per questi motivi tali attività investigative ed operative rappresentano anch’esse una delle priorità nell’azione della Polizia di Stato e delle forze dell’ordine in generale”.

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