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| 06 mag 2024 | 18:07

Maternità, torna la paura del batterio citrobacter: 3 i neonati infetti. Stop ai parti prematuri, scattati i protocolli di massima sicurezza

A Borgo Trento a Verona sono stati immediatamente sospesi i ricoveri delle gravide al di sotto della 33° settimana di gestazione, poiché i nati prematuri necessitano nella maggior parte dei casi di ricovero in terapia intensiva

Maternità, torna la paura del batterio citrobacter: 3 i neonati infetti
di Redazione

TRENTO.  Sono tre i neonati colonizzati da batteri all'interno del reparto di maternità all'ospedale di Borgo Trento, a Verona. A confermarlo è il presidente del Veneto, Luca Zaia.

 

"Sono stati fatti i test di routine - ha spiegato il governatore - e si son trovati tre neonati colonizzati. Fortunatamente ci viene detto che uno dei tre è stato dimesso, un altro è negativizzato ma è ricoverato per altri problemi, e comunque sono asintomatici". 

 

Torna, purtroppo, l'incubo citrobacter all'ospedale Borgo Trento. L’allerta era scattata venerdì quando il sistema di sorveglianza attivo con screening H24, per ingressi e degenti in Terapia intensiva neonatale, grazie al test avanzato utilizzato per la ricerca di Citrobacter koseri ha segnalato un risultato anomalo, per la prima volta dopo 4 anni.

Questo ha fatto scattare subito i protocolli rigidi di isolamento e innalzamento della protezione in terapia intensiva neonatale (verifiche straordinarie, convocazione Gruppo infezioni ospedaliere e Commissione infezioni ospedaliere). In via precauzionale, su indicazione della Cio, sono stati immediatamente sospesi i ricoveri delle gravide al di sotto della 33° settimana di gestazione, poiché i nati prematuri necessitano nella maggior parte dei casi di ricovero in terapia intensiva.

 

Non è attualmente possibile stabilire se il batterio individuato sia dello stesso ceppo di 4 anni fa, in quanto l’indagine genomica predisposta richiede tempi più lunghi. “Si tratta di un microrganismo ubiquitario, basti pensare che un organismo sano convive con almeno due milioni di batteri senza che questo crei problemi di salute. Ovviamente questo non vale per i soggetti fragili come, ad esempio, i neonati prematuri che hanno un sistema immunitario fragile . Per questo motivo, il governo del rischio infettivo nella nostra Terapia intensiva è quotidianamente altissimo, come ha dimostrato la tempestiva individuazione del primo caso anomalo” ha spiegato il dottor Luca Brizzi, direttore Uoc Funzioni igienico sanitarie e Prevenzione dei rischi.

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