“No Tobacco Day 2024”, è la giornata mondiale senza tabacco. I dati: in Trentino fuma abitualmente il 22% della popolazione
Nella provincia di Trento ci sono 77.000 fumatori in età 18-69: un dato stabile negli anni, nonostante il 92% della popolazione si dica consapevole dei danni da sigarette. Mario Cristofolini, presidente Lilt: “Una persona su due fra chi fuma va incontro a problemi gravi di salute e anche alla morte a causa di questa abitudine. In parole semplici: è meglio se non si comincia e non è mai troppo tardi per smettere”

TRENTO. Il 31 maggio si celebra la giornata mondiale senza tabacco, il “No Tobacco Day 2024”: ricorrenza indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e promossa ogni anno da Lilt in tutta Italia.
Una ricorrenza utile per tracciare un quadro della situazione del territorio trentino grazie ai dati messi a disposizione dall'Azienda sanitaria trentina e diffusi anche dall'associazione impegnata da sempre per la prevenzione oncologica. L’abitudine al fumo viene infatti associata a numerose malattie tumorali, ed è responsabile anche di molte patologie respiratorie, cardiache, gastrointestinali e psicologiche.
In Trentino sono 77.000 le persone che fumano (22% della popolazione), dato stabile negli ultimi anni per valore assoluto e percentuale sulla popolazione: l’abitudine al fumo è più diffusa tra gli uomini (i fumatori sono al 25%, tra le donne al 18%) e tra i giovani (nella fascia 18-34 anni la percentuale sale al 28%). In Trentino è consapevole dei danni da sigarette il 92% della popolazione, ma solo il 69% ritiene pericolose le sigarette a tabacco riscaldato e il 56% le sigarette elettroniche (percentuale che scende al 28% tra chi le usa), mentre molti studi dimostrano che tutti questi strumenti mettono a rischio la salute.
“Fumare, anche poco, è scegliere di introdurre veleno nel proprio corpo. Questo è un punto fermo ormai indiscutibile e proprio da qui muovono le azioni di Lilt. La percentuale dei fumatori in Italia e in Trentino è stabile da anni e non accenna a diminuire, come invece ci si aspetterebbe visto che si sa che fumare fa male”, commenta Mario Cristofolini, presidente della Lilt trentina. Che aggiunge: “Una persona su due fra chi fuma va incontro a problemi gravi di salute e anche alla morte a causa di questa abitudine. In parole semplici: è meglio se non si comincia e non è mai troppo tardi per smettere”.
Altri numeri allarmanti (dati Global Youth Tobacco Survey e osservatorio epidemiologico Apss) riguardano i giovanissimi tra i 13 e i 15 anni: l'industria del tabacco si sforza di creare un ambiente favorevole all’uso dei suoi prodotti da parte delle nuove generazioni, sfruttando una regolamentazione forse troppo poco rigorosa. E così si stanno sviluppando prodotti e tattiche pubblicitarie che attraggono i bambini e gli adolescenti attraverso i social media e le piattaforme di streaming. In Trentino quasi 9 ragazzi su 10 (88%) hanno visto persone fumare in film o serie tv, più di 7 su 10 (73%) hanno visto influencer e personaggi famosi fumare in video o foto sul web.
E oltre alla salute dei fumatori (e di chi respira il fumo passivo) c'è da considerare il forte impatto ambientale: quello dell'industria del tabacco che provoca deforestazione, emissioni di CO2, consumo di acqua, degrado del suolo, inquinamento e produzione di rifiuti; ma anche quello, più “visibile” nella vita di tutti i giorni, di chi anche anche in Trentino fuma regolarmente. Ogni giorno in media un fumatore consuma 11 sigarette al giorno, per un totale di oltre 800 mila mozziconi prodotti che corrispondono a più di 2700 alberi abbattuti.












