Omicidio di Agitu, non ci fu violenza sessuale: la Corte d'Assiste riqualifica il reato commesso da Suleiman in vilipendio di cadavere
Lo scorso novembre la Corte di Cassazione aveva annullato la condanna limitatamente alla violenza sessuale ed ora è intervenuta la Corte d'Assise. L'avvocato: "Non si tratta di aver ottenuto o voluto uno 'sconto di pena', ma semplicemente la corretta applicazione della legge con la condanna per il giusto reato commesso da Adams"

BOLZANO. Non ci fu violenza sessuale in quei terribili momenti in cui il 34enne Suleiman Adams, il 29 dicembre 2020 a Frassilongo, in Val dei Mocheni, uccise la pastora Agitu Ideo Gudeta.
La decisione è arrivata nelle scorse ore dalla Corte di Assise di Bolzano che ha accolto la richiesta di concordato in appello, presentato dalla difesa dell’imputato, con il consenso poi prestato dalla Procura Generale, che prevedeva la riqualificazione del reato di violenza sessuale in vilipendio di cadavere.
Da qui si è quindi arrivati alla rideterminazione della pena per Suleiman, da 4 anni e 4 mesi ai 2 anni e 8 mesi.
L'INTERVENTO DOPO LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
A fine novembre dello scorso anno la Corte di Cassazione aveva annullato la condanna (QUI L'ARTICOLO), limitatamente alla violenza sessuale, di Suleiman Adams nell'omicidio di Ideo Gudeta Agitu, la pastora arrivata in Trentino nel 2010 dopo essere scappata dalle violenze in Etiopia.
I dubbi sulla qualificazione giuridica della violenza sessuale da sempre sostenuti dal difensore dell’imputato, avvocato Nicola Zilio di Trento, avevano trovato accoglimento nella sentenza della Suprema Corte ed hanno trovato definitiva conferma con la sentenza di oggi. “Ovviamente è per me un buon risultato sul quale ho lavorato sin dal primo grado. Non si tratta di aver ottenuto o voluto uno 'sconto di pena', ma semplicemente la corretta applicazione della legge con la condanna per il giusto reato commesso da Adams. La Cassazione ha rimarcato i problemi probatori presenti, e la Corte d’Assise ha accolto tali sollecitazioni di tipo tecnico e giuridico”.
LA VICENDA
Il 14 febbraio 2020 Suleiman Adams era stato condannato dal GUP di Trento a 20 anni di reclusione per l'omicidio e la violenza sessuale di Ideo Gudeta Agitu.
Successivamente la Corte d'Assise d'Appello di Trento aveva confermato la sentenza di condanna per entrambi i reati a lui contestati, disattendendo le richieste della difesa di riqualificazione del reato di violenza sessuale.
Il 33enne ghanese, che lavorava per Agitu, aveva ucciso la pastora nella mattina del 28 dicembre di due anni fa con il corpo, ormai senza vita, che era stato trovato solo in serata. La 42enne era stata colpita diverse volte alla testa, ferite che si erano rivelate fatali.
Suleiman Adams si era poi cambiato i vestiti sporchi di sangue e non si era più mosso dalla stalla fino a quando è stato trovato dai carabinieri. Accompagnato in caserma a Borgo Valsugana, l'allora 32enne ha subito confessato l'omicidio ed ha poi consegnato l’arma del delitto e fornito vari i dettagli necessari alla ricostruzione del fatto.
Il movente dell'omicidio era stato descritto dallo stesso Pubblico Ministero come di natura economica, per “l'incontenibile ira di non vedere accolte le sue richieste che egli sentiva come particolarmente impellenti in quanto destinate a far pervenire denaro alla sua famiglia d'origine”.
C'era poi stata poi la contestazione aggiuntiva del reato di violenza sessuale. L’imputato si sarebbe masturbato fino a raggiungere l’orgasmo in presenza di Agitu mentre la stessa era agonizzante a terra.
Comportamento che secondo il Gup e la Corte d’Assise di Trento erano da considerarsi una violenza sessuale punita dall’articolo 609bis del codice penale; ritenuto reato autonomo e non collegato direttamente e causalmente con l’omicidio. Ma su questo punto era intervenuta, come detto, prima la Cassazione ed ora la Corte d'Assise che ha riqualificato il reato di violenza sessuale in vilipendio di cadavere.













