Omicidio Agitu, la Corte di Cassazione annulla la condanna per il reato di violenza sessuale di Suleiman Adams
La decisione è arrivata questo pomeriggio con il rinvio alla Corte d'Assise di d'Appello di Bolzano. L'avvocato:"“Non abbiamo mai contestato la responsabilità di Suleiman Adams per l’omicidio di Agitu Gudeta. Abbiamo invece da sempre posto l’attenzione dei Giudici sulla violenza sessuale, violenza che non è da qualificarsi propriamente come tale alla luce delle modalità e dei tempi nei quali è avvenuta"

TRENTO. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, limitatamente alla violenza sessuale, di Suleiman Adams nell'omicidio di Ideo Gudeta Agitu, la pastora arrivata in Trentino nel 2010 dopo essere scappata dalle violenze in Etiopia.
La decisione è arrivata questo pomeriggio con il rinvio alla Corte d'Assise d'Appello di Bolzano.
I dubbi sulla qualificazione giuridica della violenza sessuale sempre sostenuti dal difensore dell’imputato, avvocato Nicola Zilio di Trento, hanno trovato accoglimento: “Non abbiamo mai contestato la responsabilità di Suleiman Adams per l’omicidio di Agitu Gudeta. Ha confessato ed accetta la sua pena. Abbiamo invece da sempre posto l’attenzione dei Giudici sulla violenza sessuale, violenza che non è da qualificarsi propriamente come tale alla luce delle modalità e dei tempi nei quali è avvenuta. La Corte d’Assise non ha in nessun modo tenuto conto delle argomentazioni della difesa sul punto, che invece sono state ora condivise ed accolte dalla Corte di Cassazione.”
LA VICENDA
Il 14 febbraio 2020 Suleiman Adams era stato condannato dal GUP di Trento a 20 anni di reclusione per l'omicidio e la violenza sessuale di Ideo Gudeta Agitu.
Successivamente la Corte d'Assise d'Appello di Trento ha confermato la sentenza di condanna per entrambi i reati a lui contestati, disattendendo le richieste della difesa di riqualificazione del reato di violenza sessuale.
Il 33enne ghanese, che lavorava per Agitu, aveva ucciso la pastora nella mattina del 28 dicembre di due anni fa con il corpo, ormai senza vita, che era stato trovato solo in serata. La 42enne era stata colpita diverse volte alla testa, ferite che si erano rivelate fatali.
Successivamente Suleiman Adams si era cambiato i vestiti sporchi di sangue e non si era più mosso dalla stalla fino a quando è stato trovato dai carabinieri. Accompagnato in caserma a Borgo Valsugana, l'allora 32enne ha subito confessato l'omicidio ed ha poi consegnato l’arma del delitto e fornito vari i dettagli necessari alla ricostruzione del fatto.
Il movente dell'omicidio era stato descritto dallo stesso Pubblico Ministero come di natura economica, per “l'incontenibile ira di non vedere accolte le sue richieste che egli sentiva come particolarmente impellenti in quanto destinate a far pervenire denaro alla sua famiglia d'origine”.
C'era poi stata poi la contestazione aggiuntiva del reato di violenza sessuale. L’imputato si sarebbe masturbato fino a raggiungere l’orgasmo in presenza di Agitu mentre la stessa era agonizzante a terra.
Comportamento che secondo il GUP e la Corte d’Assise sono da considerarsi una violenza sessuale punita dall’articolo 609bis del codice penale; ritenuto reato autonomo e non collegato direttamente e causalmente con l’omicidio.
E' proprio su questo punto che ora è intervenuta la Corte di Cassazione annullando la sentenza limitatamente alla violenza sessuale, in accoglimento delle richieste della difesa e della Procura Generale presso la Suprema Corte. Si rifarà quindi il giudizio d’appello dove si ridiscuterà se confermare o meno ed in che termini la violenza.












