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Trento
25 marzo | 20:01

Riti voodoo e prostituzione, viene proclamato innocente dopo essere stato condannato a 12 anni di reclusione e dopo 3 anni passati in carcere a Trento

Saribo Lawrence, oggi assolto, nel 2018 era stato condannato a 12 anni di carcere per i reati di riduzione in schiavitù, violenza sessuale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravata a danno di una connazionale. Piena assoluzione anche per Harrison Atuma condannato nel 2018 a 3 anni

Riti voodoo e prostituzione, viene proclamato innocente dopo essere stato condannato a 12 anni di reclusione e dopo 3 anni

TRENTO. “Dopo 5 anni di processo e dopo quasi 3 anni passati in carcere in misura cautelare, oggi Saribo Lawrence è stato proclamato innocente dalla Corte d’Assise di Trento.” Usa queste parole con soddisfazione l'avvocato Nicola Zilio al termine dell'udienza in Corte d'Assise d'Appello che ha portato all'assoluzione completa di Saribo Lawrence che nel 2018 era stato condannato a 12 anni di carcere per i reati di riduzione in schiavitù, violenza sessuale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravata a danno di una connazionale (QUI L'ARTICOLO).

 

Non posso che essere felice che Giustizia sia stata fatta” ha affermato ancora l'avvocato commentando lo stravolgimento completo della prima sentenza.

 

LA VICENDA

Le indagini erano iniziate nel 2016 quando una giovane nigeriana si recò in Questura a Bologna per raccontare la sua drammatica esperienza del viaggio clandestino verso l’Italia. Nel corso della sua testimonianza la donna aveva spiegato agli investigatori le modalità di reclutamento in patria delle giovani e ignare donne, il trasferimento in Libia, il viaggio verso l’Italia e infine l'approdo in Francia.

 

Un racconto fatto di atteggiamenti violenti e intimidatori degli aguzzini, comprese le costanti minacce di morte ma non solo. Le ragazze, da quanto risultava dalle indagini portate avanti dalla polizia, tutte tra i 20 e i 30 anni, venivano reclutate in Nigeria con la falsa promessa di un lavoro in Europa, intimorite, venivano sottoposte a rito voodoo (ju-ju), in modo che fossero vincolate al pagamento del debito, circa 30 mila euro per coprire le spese di viaggio per raggiungere l'Italia. Per questo erano costrette a prostituirsi.

 

GLI INDAGATI E LE CONDANNE NEL 2018

I principali imputati per il reato di associazione a delinquere, considerati la mente criminale, furono Olivia Atuma, classe 1987 difesa dall’avvocata Matilde Greselin, e Justice Ehiorobo, classe 1990, anch’esso difeso sempre dall'avvocato Zilio.

 

Per loro, nel 2018, dopo essere stati assolti dall'accusa di associazione a delinquere rimase il reato di tratta di esseri umani che fu però riqualificato giuridicamente nell'ipotesi meno grave di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. A fronte di questa riqualificazione dei fatti è stato possibile per le difese chiedere ed ottenere il patteggiamento alla pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione per la coppia.

 

Coinvolti nel processo ci furono altri tre soggetti, tutti fratelli di Olivia Atuma, anch’essi, secondo la prospettiva iniziale, considerati come compartecipi dell'associazione a delinquere e che aiutavano soprattutto la sorella Olivia nella gestione della tratta.

 

Con la sentenza arrivata nel 2018, il giudice assolse Andrea Atuma, difeso dall'avvocato Angelica Domenichelli di Trento mentre condannò Harrison Atuma, difeso dall'avvocato Marco Tognoli di Brescia, alla pena di anni 3 di reclusione, sempre riqualificando i fatti nell'ipotesi di favoreggiamento di immigrazione clandestina.

 

Il Giudice Riccardo Dies, aveva però al tempo invitato il Pubblico Ministero a contestare a Lawrence Saribo anche il reato di violenza sessuale, per fatti avvenuti in Libia nel gennaio 2016 e per procedere anche per tale reato commesso all’estero, era persino stata chiesta ed ottenuta l’autorizzazione a procedere del Ministero. All’esito del Giudizio l’uomo era stato condannato alla pena di 12 anni di reclusione oltre ad un risarcimento in favore della persona offesa di 25.000 euro, a solo titolo di provvisionale.

 

Questa condanna, come detto, è stata completamente annullata dalla Corte d’Assise d’Appello che ha ritenuto che l’imputato va assolto perché il fatto non sussiste quanto alla violenza sessuale e alla riduzione in schiavitù, e per non aver commesso il fatto per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

 

Allo stesso modo, piena assoluzione anche per Harrison Atuma condannato nel 2018 a 3 anni di reclusione per non aver commesso il fatto.

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