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Trento
28 maggio | 19:17

Paradosso Sait, la rabbia dei sindacati: ''L'utile cresce, ma per quasi 2000 dipendenti, da maggio, tagli di 170 euro in busta paga''

Nel giorno in cui vengono presentati i risultati di bilancio 2023 di Sait Coop (+13,6% di utile) arriva il grido d'allarme dei segretari provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs che con una provocazione invitano famiglie cooperative e Sait a reinvestire gli utili nella tutela dei salari dei loro dipendenti: “I margini per una soluzione di sistema ci sono. Manca la volontà di valorizzare il lavoro”

TRENTO. Sembra quasi paradossale il quadro della situazione di Sait: questa mattina nell'assemblea dei soci sono stati resi pubblici i dati di bilancio dello scorso anno che evidenziano una crescita delle vendite al pubblico (548 milioni di euro) e dell’utile (2,3 milioni, +13,6%), oltre ad un rafforzamento del patrimonio netto (115,4 milioni, +4,4%).

 

Eppure a fronte di questi indicatori assolutamente positivi, i sindacati hanno voluto evidenziare che “non è tutto oro quello che luccica”.

“Chissà cosa penseranno i 1900 dipendenti delle famiglie cooperative leggendo di un utile in crescita del 13.6% sapendo che nel giro di due settimane, con la busta paga di maggio, nelle loro tasche arriveranno invece 170 euro in meno”, recita il comunicato emanato dai sindacati trentini.

 

Questo è infatti l’effetto, ormai prossimo, della disdetta unilaterale del contratto integrativo. “Sicuramente le lavoratrici e i lavoratori non potranno unirsi al coro di soddisfazione del consorzio e delle famiglie cooperative socie visto che a fronte di un aumento di ricavi e di utile, a cui hanno contribuito con il loro impegno quotidiano, corrisponde un taglio delle loro retribuzioni”, commentano amari i segretari provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, Paola Bassetti, Fabio Bertolissi e Stefano Picchetti che con una provocazione invitano famiglie cooperative e Sait a reinvestire gli utili nella tutela dei salari dei loro dipendenti.

 

“Questi dati sono la conferma di quanto sosteniamo da tempo e cioè che nel sistema delle famiglie cooperative ci sarebbero i margini per arrivare ad una soluzione di sistema, a sostegno delle realtà finanziariamente più deboli e a tutela dei redditi delle lavoratrici e dei lavoratori. Manca purtroppo, almeno fino a questo momento, la volontà di andare in questa direzione preferendo la facile scorciatoia di tagliare il costo del lavoro disdettando il contratto integrativo. In barba anche alla responsabilità sociale”, insistono i sindacalisti che intanto si preparano al confronto del prossimo 4 giugno quando le tre sigle sederanno nuovamente di fronte a direttori e presidenti per capire se ci sono o meno le condizioni per trovare un’intesa.

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