“Porre fine a questa scia di sangue è responsabilità collettiva”, i sindacati sul terribile femminicidio in Trentino: "Serve educare al rispetto delle differenze"
Il pensiero di Cgil Cisl Uil del Trentino va ai tre bambini che rimasti orfani, “vittime anche loro di una violenza cieca e che non conosce nessun tipo di giustificazione"

TRENTO. “Porre fine a questa scia di sangue è responsabilità collettiva”. Usano queste parole Cgil, Cisl e Uil dopo il terribile femminicidio che è avvenuto nelle scorse ore in Trentino.
I sindacati, nell'esprimere grande dolore e profondo sconcerto per la morte di Ester Palmieri, affermano che “Di fronte a questa continua scia di sangue non possono più bastare la parole, servono fatti concreti: questa situazione inaccettabile è anche una responsabilità collettiva di cui devono farsi carico tutti e tutte, a partire dalle istituzioni, che in Trentino non possono più limare le virgole sul tema dell’educazione di genere”.
L'invito è quello a mobilitarsi e manifestare, tenere alta l’attenzione su questo tema, ma purtroppo la cronaca di oggi ci dice che non basta. Fondamentale, per Cgil, Cisl e Uil è educare al rispetto delle differenze, cominciare dai primi anni di vita e coinvolgere l’intero percorso formativo. Elementi fondamentale per innescare il cambiamento.
“La formazione – spiegano - al rispetto deve diventare anche un modulo obbligatorio nella formazione dentro i luoghi di lavoro. E’ solo educando che si potrà mettere in moto un cambio di rotta, perché è ormai chiaro che condannare e reprimere non è sufficiente”.
Il pensiero di Cgil Cisl Uil del Trentino va ai tre bambini che rimasti orfani, “vittime anche loro di una violenza cieca e che non conosce nessun tipo di giustificazione. E’ anche pensando a loro e a tutte le figlie e i figli delle vittime di femminicidio che dobbiamo pretendere un’azione concreta”.












