Rissa sul treno, ennesimo episodio pericoloso. Alberto Sicari (Filt Cgil): "Grave carenza di sicurezza. Serve un piano strutturale per prevenire”
Sul treno della Valsugana partito da Trento e diretto a Bassano due uomini hanno creato scompiglio con un violento litigio trasformatosi poi in una vera e propria rissa. Il sindacato: "Casi in aumento, Pat e istituzioni facciano qualcosa per salvaguardare la sicurezza di passeggeri e lavoratori del settore"

TRENTO. Altra situazione di tensione sul treno della Valsugana: domenica pomeriggio sul convoglio partito da Trento verso le 17 e diretto a Bassano due viaggiatori saliti a bordo tra la le fermate cittadine del Santa Chiara e di San Bartolomeo hanno dato vita a un violento litigio.
Che tra lo sgomento generale di passeggeri e personale del treno è sfociato in una vera e propria rissa: per fortuna nessun passeggero né addetto è stato coinvolto, anche grazie al pronto intervento della capo treno in servizio che ha avuto la lucidità di isolare i due protagonisti facendo allontanare i passeggeri e chiamando le forze dell’ordine. I due uomini sono poi rapidamente fuggiti alla prima occasione buona e non è stato possibile identificarli.
“Sì, ultimamente casi come questo sono in aumento – commenta Alberto Sicari di Filt Cgil -, sul treno e ahinoi la tendenza riguarda quasi tutti i mezzi pubblici: ecco perché pensiamo che il problema, che è sociale e che non è solo di una tratta o di un posto, vada risolto a monte. Un piccolo ma significativo correttivo potrebbe essere quello di aumentare la presenza delle forze dell’ordine, non solo sui mezzi (e occorre ricordare che nelle tratte coperte da contratto di servizio della Pat c’è un unico ufficio di polizia nella stazione di Trento e non esistono più le scorte di polizia in treno) ma anche e soprattutto nelle stazioni. Proprio per prevenire ed impedire che persone alterate e potenzialmente pericolose possano salire a bordo e creare situazioni di tensione all’interno del convoglio. Vigilare sui binari, alla stazione di Trento ma anche in quelle che soprattutto d’estate sono particolarmente trafficate come Caldonazzo, Levico o la stessa Pergine, può rappresentare un passo in avanti incisivo. Ma chiediamo che la Pat e le istituzioni attuino un piano strutturale preventivo che consenta di monitorare a monte tali situazioni: sui nostri treni c’è una grave carenza di sicurezza”.


















