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Trento
12 gennaio | 05:01

"Un tuffo al cuore pensando alla vittima e a quei bimbi ormai soli". Tragedia in Trentino, uccisa la 37enne Ester Palmieri. L'ex si è impiccato in casa

Il tragico femminicidio nella mattinata di ieri (10 gennaio) a Valfloriana. Ester Palmieri è stata uccisa con un taglio alla gola, l'ex compagno, Igor Moser si è tolto la vita impiccandosi poco dopo. "Quanto difficile è combattere una violenza che si consuma così intimamente nelle nostre case da quegli uomini che ci dovrebbero amare è il commento della presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio Martina Semenzato a il Dolomiti –. Cultura e rispetto: non mi vengono in mentre altri percorsi. Lavoriamo per un nuovo patto di corresponsabilità famiglia, scuola e politica"

TRENTO. E' la 37enne Ester Palmieri, la vittima del tragico femminicidio che nella giornata di ieri (11 gennaio) ha scosso la piccola comunità di Valfloriana e tutto il Trentino (Qui Articolo). Ad ucciderla, con un taglio netto alla golal'ex compagno, il 45enne Igor Moser, che si è poi tolto la vita impiccandosi all'interno della sua casa a Castello di Fiemme, a circa mezz'ora di distanza dal comune di Valfloriana, dove la vittima viveva e lavorava

 

Una tragedia alla quale si aggiunge il dramma dei tre bambini della coppia, recuperati a scuola dopo la violenza da uno zio, vice-sindaco del piccolo Comune sul versante sinistro dell'Avisio. Tutti e tre hanno tra i 5 ed i 10 anni. Secondo quanto ricostruito dalle autorità, la vittima è stata colpita da un'arma da taglio alla gola, morendo dissanguata nella cucina della sua casa. A trovare la donna è stata la madre, che ha subito lanciato l'allarme. Purtroppo, una volta arrivati sul posto i sanitari non c'era più nulla da fare. Moser si è invece impiccato nella sua abitazione, venendo in seguito rinvenuto da un conoscente. I due, ex compagni e conviventi, si erano separati anche se, confermano le forze dell'ordine, a carico dell'uomo non c'erano provvedimenti restrittivi o segnalazioni di violenza. Il crimine si è svolto in mattinata mentre l'allarme è arrivato nel primo pomeriggio, attorno alle 14 e 30, quando è stato rinvenuto il corpo ormai senza vita di Palmieri. La vittima aveva deciso di aprire, dopo anni di lavoro come Oss all'interno di una casa di riposo, un centro olistico a Casatta, una frazione di Valfloriana

 

“Fin da bambina – aveva scritto la stessa Palmieri nel sito del suo Studio – ho avuto la passione per l'arte, la musica, l'estetica e la bellezza. Questo desiderio mi ha portata a frequentare la scuola di estetica Armida Barelli di Levico Terme. Nel corso degli anni ho voluto approfondire il 'prendersi cura' degli altri. Ho frequentato la scuola di operatore socio sanitario e lavorato nel mondo sociosanitario per 15 anni, non abbandonando però mai del tutto il settore del benessere e del massaggio che mi hanno sempre nutrito e affascinato. Il periodo del Covid lavorativamente mi ha scosso molto e proprio dopo un'attenta riflessione personale ho avuto la consapevolezza che dovevo cambiare strada. Un percorso personale e profondo mi ha aiutato a superare gli ostacoli e capire chi sono veramente e cosa voglio fare da grande”. 

 

“Innanzitutto sono una donna – si legge ancora sul sito – alla ricerca di me stessa, con l'ambizione di crescere e migliorare. Sono mamma di tre splendidi bambini e compagna di vita di Igor, il padre dei miei cuccioli”. Parole che, dopo i tragici fatti di ieri, lasciano una ferita ancora più profonda. “Amo prendermi cura degli altri – aggiungeva Palmieri – portare benessere, amo il mondo dei cristalli e dei minerali, la musica, il canto e adoro gli animali”. È grande il cordoglio vissuto dalla popolazione Valfloriana (dove la stessa Palmieri era stata anche consigliera comunale) ed in tutto il Trentino per l'ennesimo femminicidio che ha scosso il Paese, il quarto (secondo i dati di Femminicidioitalia.info) in questo primo scorcio di 2024. “Non dobbiamo cercare nessuna motivazione – è il commento della presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio Martina Semenzato a il Dolomiti tre bambini orfani rappresentano un epilogo già drammatico di suo. Quanto difficile è combattere una violenza che si consuma così intimamente nelle nostre case da quegli uomini che ci dovrebbero amare. Cultura e rispetto: non mi vengono in mentre altri percorsi. Lavoriamo per un nuovo patto di corresponsabilità famiglia, scuola e politica”. 

 

Un commento sulla tragedia è arrivo anche da Michaela Biancofiore, Presidente del Gruppo Parlamentare del Senato Civici d’Italia, Noi Moderati (UDC, Coraggio Italia), MAIE eletta a Rovereto: “Sono devastata – dice – pensando ai tre bambini che non potranno più abbracciare mamma e papà, non potranno più condividere con loro i sogni e i traguardi che la vita gli riserverà. Sono attonita e sconcertata nell’apprendere dell’ennesimo femminicidio avvenuto oggi nella mia Regione. Regione che spicca annualmente per l’alta qualità della vita. Qualcosa non sta funzionando bisogna interrogarsi e imporsi sempre di fare di più: intervenire in situazioni che ci sembrano al limite, reagire prontamente quando le cose non sembrano andare nel migliore dei modi. Nessuno deve avere paura di chiedere aiuto e la nostra Regione, così come l’Italia intera deve impegnarsi per prevenire un tema, quello dei femminicidi e più generalmente quello degli omicidi-suicidi, che sta devastando sempre più famiglie. Una piaga da cui sembra sempre più difficile scappare. Amici, forze dell’ordine, conoscenti e istituzioni devono rendersi protagonisti attivi nel difendere chi ogni giorno si alza con il timore di non sopravvivere ad un’ulteriore giornata. E’ importante che nessuna donna si ritrovi impotente davanti alla forza fisica nettamente superiore di un uomo ed è imprescindibile che chiunque si trovi in difficoltà venga immediatamente assistito. Un abbraccio caloroso alle tre piccole creature che dovranno crescere senza l’affetto di mamma e papà e un pensiero a tutte le persone che stanno affrontando situazioni difficili. Non abbiate paura di chiedere aiuto. Ricordo che chiamando il 1522 degli esperti saranno subito al vostro fianco”. 

 

Nella tragedia, come anticipato, c'è infatti anche il dramma dei tre figli della vittima e dell'ex compagno. Una questione, dice a il Dolomiti Elena Biaggioni (avvocata e vice-presidente di “D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza”) che, visti anche i numeri sempre più terribili del fenomeno, si sta affrontando a livello nazionale: “Il problema legato agli orfani di questa terribile violenza è enorme, l'Italia in questo senso è uno dei primi paesi che ha focalizzato l'attenzione su queste vittime in particolare, grazie anche ad un lavoro di ricerca portato avanti insieme all'associazione D.i.Re nel progetto 'Switch Off'- Attualmente a Trento è attivo un progetto focalizzato proprio sul sostegno a questi orfani, al quale partecipa anche il centro Anti-violenza del capoluogo”. 

 

“Queste – ha scritto sui social la vicepresidente della Provincia Francesca Gerosa – sono quelle storie che nessuno di noi vorrebbe mai leggere. Anche una volta un nuovo omicidio. Vittima una donna, una mamma, che lascia soli i suoi bambini. Non voglia entrare nel merito della vicenda per la quale saranno già avviate le indagini, ma quando ho letto quanto accaduto ho avuto un tuffo al cuore, un nodo alla gola. Pensando a quella mamma, pensando a quei bambini ormai soli”. 

 

“Ancora un femminicidio nel nostro Trentino – sono invece le parole del sindaco di Trento Franco Ianeselli –. Ancora una tragedia che pare aver seguito l'identico, atroce copione. Il pensiero ora va alle vittime, una donna barbaramente uccisa, i tre figli piccoli rimasti orfani, i familiari straziati dal dolore. È un'emergenza e ci riguarda tutti, soprattutto noi uomini spesso incapaci di accettare la libertà e l'autonomia delle donne. Aiutiamoci a uscire da questa spirale di violenza, deponiamo le pretese di possesso e controllo, impariamo un nuovo alfabeto emotivo. Scendiamo tutti in campo, istituzioni, associazioni, cittadini, con iniziative concrete di educazione, prevenzione e sostegno. Voltiamo pagina, al più presto”.

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