Un viadotto della Valsugana “perde pezzi”, la ciclabile del Brenta è sempre chiusa e non si sa ancora fino a quando. L'interrogazione di CasaAutonomia
Interrogazione in giunta promossa dalla consigliera provinciale Paola Demagri, che lancia l'allarme sullo stato del viadotto della SS47 tra Pianello e Martincelli: “Siamo certi che stabilità strutturale e assenza di pericolosità per il traffico siano sicuramente garantite dalle valutazioni dei tecnici della Pat, ma sotto il viadotto cadono pezzi di cemento”

TRENTO. Capire i dettagli del piano manutenzione strade e ponti che la gestione strade della Pat ha la possibilità di impegnarsi ad effettuare in Valsugana nel prossimo triennio: questa la richiesta dell'interrogazione alla giunta promossa dalla consigliera provinciale Paola Demagri di CasaAutonomia.
Riflessioni che nascono da un caso specifico ma che si allargano in una visione più globale della situazione: si parte dalle condizioni in cui versa la volta di uno dei viadotti della SS47, in particolare nella zona tra Pianello e Martincelli.
Alcuni tratti della volta sottostante ai viadotti manifestano un aspetto degradato con pezzi di cemento che si staccano e lasciano in evidenza le armature interne: “immaginiamo – prosegue CasaAutonomia - che la situazione sia conosciuta e assolutamente compatibile con la stabilità delle strutture. Tuttavia, al di sotto delle parti che si scrostano, cadono calcinacci e pezzi di cemento in zone accessibili al pubblico quando, addirittura, non vi transita la ciclabile”.
La ciclabile che è pur sempre chiusa, è vero, ma l'area è frequentata per attività sociali e manifestazioni: non più tardi dell'1 giugno proprio lì transiterà anche la Color Run.
“Siamo confortati dal fatto che da qualche tempo sono comparse delle transenne che circondano la zona a terra dove più frequentemente rovinano i pezzi di cemento – aggiunge Demagri -, ma anche consapevoli che questo è solo uno dei tanti piccoli tasselli cagionevoli della vastissima rete stradale a gestione provinciale. Un tempo fiore all’occhiello della Provincia anche al confronto col resto d'Italia oggi sempre più ad elevato rischio di omologazione con ordinarie vicende nazionali”.












