Avevano commesso decine di furti (rubando oltre 100mila euro di beni) usando sempre auto diverse: arrestati due uomini grazie ad una complessa indagine
Nelle prime ore di questa mattina, 5 maggio, i carabinieri della Compagnia di Cles hanno arrestato due uomini ritenuti responsabili di 24 furti

TRENTO. Nelle prime ore di questa mattina, 5 maggio, i carabinieri della Compagnia di Cles, supportati nella fase esecutiva dai militari di Borgo Valsugana e Genova Sampierdarena, hanno dato esecuzione a due misure cautelari in carcere destinate a due uomini gravemente indiziati della commissione, in concorso con altri connazionali, di 24 reati (23 furti e tentati furti in abitazione ed 1 furto di autovettura), perpetrati tutti in val di Non tra maggio e fine ottobre del 2023.
I provvedimenti cautelari concludono una articolata indagine condotta dal Nucleo operativo della Compagnia di Cles, con il coordinamento del Comando provinciale di Trento, convenzionalmente denominata “Insolent”, che ha consentito di documentare l’attività di un gruppo criminale dedito ai reati contro il patrimonio, i cui membri, nel corso di vere e proprie trasferte criminali, hanno messo a segno innumerevoli colpi in ben 11 Comuni della val di Non.
Gli obiettivi erano per la maggior parte case isolate: 15 le abitazioni razziate dalla banda, da dove i criminali hanno asportato denaro, monili in oro e, in un'occasione, anche buoni fruttiferi, per un valore complessivo dei bottini pari a circa 100mila euro, cifra forse anche sottostimata rispetto a quanto saccheggiato dai malviventi.
In altre 8 circostanze, i criminali non hanno avuto il tempo di asportare alcunché perché messi in fuga dalla presenza di persone in casa o dall’arrivo improvviso dei carabinieri o dei proprietari. In particolare, i Comuni più colpiti dalle predazioni sono stati quelli di Ville d’Anaunia (6) e Predaia (4), poi Amblar Don (2), Romeno (2), Borgo d’Anaunia (2) e Novella (2), infine anche Campodenno, Denno, Livo, Contà e Sarnonico.
Il predetto elenco è ovviamente riferito alle case svaligiate su cui si è riusciti a raccogliere elementi probatori circa la responsabilità degli autori. Tra gli episodi criminali contestati figura anche un furto di un suv a Vigo di Ton, rubato dai malfattori per darsi alla fuga dopo che i carabinieri di Cles li avevano individuati e inseguiti subito dopo la commissione di più furti in abitazione.
Infatti, i ladri avevano abbandonato la loro auto, usata per portare a termine i colpi, dileguandosi tra i meleti e attendendo la notte per poi fuggire dalla val di Non a bordo dell’auto rubata a Ton.
Tra i furti commessi anche una casa canonica in alta val di Non, fortunatamente senza che venissero asportati valori. Il gruppo criminale, dove non trovava persone in casa, forzati gli infissi con arnesi da scasso, entrava per cercare casseforti e, una volta individuate, le apriva con l’uso di flessibili.
Le indagini dei carabinieri sono state molto complesse in quanto i malviventi hanno sempre utilizzato autovetture diverse, immatricolate anche all’estero e non direttamente riconducibili agli autori. Tre gli aspetti fondamentali dell’attività investigativa: il setaccio di ore e ore di video estrapolati dalle videosorveglianze pubbliche e private della val di Non; l’incrocio dei dati con quelli ricavati dall’analisi di numerosissimi tabulati telefonici; il massiccio controllo del territorio, con l’impiego, in orari diurni e notturni, di numerose pattuglie anche in abiti civili.
Grazie all’incessante e complicato lavoro d’indagine, gli investigatori sono riusciti ad individuare il gruppo criminale, composto da cittadini albanesi 30enni (uno solo di loro 50enne). Non è stato poi facile rintracciarli, giungendo alla localizzazione dei luoghi di dimora in Valsugana e a Genova.
Una volta identificati, i successivi servizi di osservazione e pedinamento, con il supporto di attività tecniche, hanno condotto alla raccolta finale di gravi e concordanti indizi di colpevolezza a loro carico. L’indagine ha preso il nome di “Insolent” in relazione alla spavalderia del gruppo criminale, che ha operato a qualsiasi orario in tutta la val di Non incurante di trovare persone in casa o di essere fermato in occasione di posti di blocco oppure nel corso dei numerosi controlli operati dai carabinieri.














