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Trento
10 luglio | 06:00

C'erano una volta i ritiri del calcio: Juventus, Bayern Monaco, Inter, Roma, solo il Napoli resiste. Storia di un modello turistico oggi in declino

L'allora assessore al turismo e allo sport della Provincia Autonoma di Trento Tiziano Mellarini decise di "cambiare" completamente vision: il ritiro estivo di qualsiasi squadra professionistica non avrebbe dovuto più essere circoscritto al periodo di permanenza, ma il rapporto avrebbe dovuto svilupparsi lungo tutto l'anno. E, a quel punto, partì l'assalto anche ai "top team", che arrivarono uno dietro l'altro. Clamorosi furono gli approdi di Juventus e Bayern Monaco

TRENTO. I Campioni d'Italia del Napoli a Dimaro, il Genoa a Moena, l'Hellas Verona a Folgaria e il Sassuolo a Ronzone. Il Trentino si appresta a vivere un'altra estate da... serie A, con quattro squadre del massimo campionato che saliranno in provincia per iniziare a preparare la prossima stagione. In Alto Adige, invece, arriveranno il Bologna, fresco vincitore della Coppa Italia, il Lecce e il Torino.

 

Nel Bellunese, invece, non ci sarà più la Lazio, che ha salutato Auronzo di Cadore dopo un matrimonio durato 17 anni: in provincia di Belluno dovranno "accontentarsi" di due squadre di serie B, entrambe venete: il Venezia (a Falcade) e il Padova (a Pieve di Cadore)

 

"Ça va sans dire" in Trentino, tutto come da copione, visto che da decenni la provincia di Trento è certamente la più gettonata dalle squadre di serie A (e serie B) per il duro lavoro d'inizio preparazione. Il motivo? Strutture incredibili, aria ottima, un contesto naturale unico e un'organizzazione che rasenta la perfezione. E, inutile negarlo, anche l'aspetto economico conta eccome e gli investimenti effettuati hanno pagato.

 

La svolta? Avvenne nel 2005, quando l'allora assessore al turismo e allo sport della Provincia Autonoma di Trento Tiziano Mellarini decise di "cambiare": il ritiro estivo di qualsiasi squadra professionistica non avrebbe dovuto più essere circoscritto al periodo di permanenza, ma il rapporto avrebbe dovuto svilupparsi lungo tutto l'anno. E, a quel punto, partì l'assalto anche ai "top team".

 

Nell'ordine Juventus, Bayern Monaco, Inter, Roma, tanto per citarne solamente alcuni e poi, ovviamente, il Napoli con il quale "la lunghissima storia d'amore" dura ormai ininterrottamente dal 2014.

 

"La nostra fu una scelta ben precisa - racconta Mellarini -: a luglio non c'era grande affluenza e, dunque, bisognava pensare a qualcosa che fosse estremamente attrattivo e innovativo. Per il Trentino non era una novità ospitare i club calcistici durante l'estate, ma quello che andava totalmente rivisto era il modus operandi e, soprattutto, bisognava uscire dalla logica che la partnership riguardasse solamente la durata del ritiro. Era indispensabile cambiare le "carte in tavola" e cercare partnership che andassero oltre il periodo di permanenza in Trentino, valorizzando anche i territori e i prodotti trentini. Chi ci disse che "spendevamo un sacco di soldi per portare qui le squadre ad allenarsi", e questa critica arrivò anche da "colleghi" veneti, ad esempio, avrebbe dovuto e dovrebbe tutt'oggi leggere i contratti attentamente, dall'inizio alla fine. E, vi assicuro, che erano contratti voluminosi che richiedevano mesi, per non dire anni, di lavoro prima di arrivare alla firma. Se il Trentino avesse voluto fare promozione sui led, nelle brochure, sui canali ufficiali quanto avrebbe speso? La cifra non sarebbe stata nemmeno paragonabile e, anzi, in certi casi, non vi saremmo nemmeno riusciti. Se siamo diventati un modello? Sì, credo di sì".

 

Il primo grande "colpo" fu la Juventus, nel 2006. Tra l'altro la società bianconera arrivò a Pinzolo e, nei giorni stessi del ritiro, arrivò la notizia della retrocessione in serie B.

"Preciso che i la Juventus l'avrei "presa" anche fosse stata in serie C vista l'importanza del brand e il seguito che può vantare la società bianconero. Le operazioni iniziarono un anno prima e una notizia "clamorosa", visto che la Juventus raramente era uscita dai confini del Piemonte, salvo qualche parentesi in Valle d'Aosta. Il nostro fu un accordo a 360 gradi: basti pensare che, ad esempio, nelle cene di gala veniva servito il TrentoDoc e poi c'erano i passaggi sui led, le iniziative congiunte, oltre ovviamente al grande indotto di cui beneficiava il territorio durante il ritiro vero e proprio. Ma quello rappresentava solamente una parte dell'intesa".

 

Un'operazione "sensazionale", probabilmente la più importante di tutte, fu quella riguardante il Bayern Monaco a Riva del Garda e Arco.

"La trattativa durò circa un anno e mezzo. C'era una decrescita del turismo tedesco, nella fattispecie bavarese, sul Garda e decidemmo d'intervenire così. Fu difficilissimo tenere tutto segreto perché il rischio, più che concreto, era che se la notizia fosse trapelata si sarebbe scatenata un'incredibile concorrenza. Ricordo ancora la difficoltà nel convocare i giornalisti per la conferenza stampa a Monaco senza dire loro il perché sarebbero dovuti venire lì. Ce la cavammo dicendo che era un evento per pubblicizzare i prodotti trentini. E, invece, poi ci trovammo all'Allianz Arena, alla presenza di Rummenigge, per presentare ritiro e partnership. Fu un grandissimo successo e, tra l'altro, di quell'operazione ne beneficiarono anche la sponda bresciana e veronese del Benaco tanto che, a distanza di anni, anche gli esercenti veneti e lombardi mi fermano e mi ringraziano ancora. E, quando arrivò Pep Guardiola sulla panchina bavarese, nel 2013, il lago di Garda fece letteralmente il giro del mondo data la portata del personaggio. L'accordo, rispetto a quanto ho detto prima, prevedeva anche il passaggio dei prodotti trentini sui led dell'Allianz Stadium e 60mila volantini distribuiti in occasione delle gare interne del Bayern".

 

C'è un aneddoto a riguardo: l'allora Governatore altoatesino Luis Durnwaldner masticò amaro.

"Mi disse, ridendo, "questa me la paghi", visto che eravamo riusciti a portare il Bayern Monaco in Trentino. E lui, per tutta risposta, strinse l'accordo con la Federazione Tedesca e portò la Nazionale germanica in ritiro in Alto Adige - Cornaiano - in preparazione al Mondiale 2014".

 

Fu lei a portare il Napoli in Trentino. E oggi, undici anni dopo, il matrimonio prosegue ed appare sempre più saldo.

"Anche quella fu una decisione presa con cognizione di causa: il Napoli ha un seguito incredibile di tifosi, anche nel Nord Italia e in Germania e dovevamo dare una risposta anche ad un territorio fondamentale per la Provincia quale è la Val di Sole. Con De Laurentiis iniziammo a parlarne molto tempo prima, riuscendo a stringere l'accordo. E tra pochi giorni i biancazzurri torneranno in Trentino da Campioni d'Italia, per la seconda volta in tre anni. Devo anche dire, perché bisogna essere onesti, che l'assessore Failoni sta facendo un ottimo lavoro perché è sì importante fare i contratti, ma altrettanto mantenerli e adattarli al "cambio" dei tempi". Certo è che anche quella legata al Napoli fu un'operazione a "lunga" gittata. E, oggi, vediamo che è così".

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