Ci sono i ponteggi per la ristrutturazione nel carcere, detenuto si arrampica e scappa fuori: caccia all'evaso
A denunciare l'accaduto la Uilpa Polizia Penitenziaria. Nel carcere di Trieste sono in atto dei lavori di ripristino

TRIESTE. Nel pomeriggio di ieri 14 dicembre un cittadino pachistano è evaso dal carcere Ernesto Mari di Trieste, dove era recluso. Grande il dispiegamento delle forze dell'ordine in città in queste ore per il rintraccio. A diffondere la notizia la Uilpa Polizia Penitenziaria.
Durante l'ora d'aria un detenuto in attesa di primo giudizio di 31 anni di origine pachistana di nome Khan Nasir si aggirava nel cortile della struttura con fare circospetto ieri pomeriggio, quando ad un certo punto ha osservato i ponteggi presenti lungo i muri della casa circondariale, lì posizionati per via dei lavori di ristrutturazione. Una volta assicuratosi di non essere visto, il giovane ha approfittato dell'allestimento per scavalcare con un balzo la cinta muraria, e darsi alla fuga. Nasir era accusato di far parte di una rete di spaccio presente in città.
In una nota del 10 dicembre il direttore della struttura aveva segnalato i rischi connessi al trasferimento del detenuto, raccomandando misure di sicurezza “rigorosissime” per lo spostamento in tribunale, proprio allo scopo di evitare una possibile evasione. Le ricerche sono scattate subito dopo il fatto, coinvolgendo polizia penitenziaria, la polizia di Stato e i carabinieri, con controlli estesi anche fuori dalla regione.
La fuga ha provocato forti critiche da parte dei sindacati della polizia penitenziaria che da tempo denunciano carceri sovraffollate e una grave carenza di personale, questioni che rischiano di incidere su aspetti come la sicurezza interna, o la gestione dei detenuti, facendo emergere come la persistenza di queste criticità rischino di compromettere il funzionamento stesso delle strutture penitenziarie.
L’episodio si inserisce in una situazione già difficile per il sistema penitenziario italiano, dove negli ultimi anni sono emerse molte difficoltà nella gestione quotidiana delle strutture e degli organici, ed evidenzia la necessità di interventi urgenti rispetto a criticità che inevitabilmente hanno ripercussioni in termini di sicurezza pubblica.












