Da sola in carrozza, due uomini si siedono vicino a lei: "Per un attimo la paura mi ha bloccata. Poi, con il cuore in gola, sono scappata"
Disavventura su di un treno regionale per una donna, che ha voluto condividere l'accaduto con la redazione de Il Dolomiti: "Sono stata avvicinata da due uomini: su quel vagone c'eravamo solo noi tre. Mentre uno dei due mi poneva domande piuttosto sconclusionate, l'amico ha tentato di rubarmi il portafoglio. Avevo paura e non sapevo come reagire"

TRENTO. Da sola sul vagone di un treno regionale, è stata avvicinata da due uomini, uno dei quali (mentre l'altro cercava di distrarre la donna) ha tentato di approfittarne per rubarle il portafoglio. Si tratta del racconto di una persona che ha voluto condividere con la redazione de Il Dolomiti quanto accadutole nella giornata di ieri, 13 settembre.
Come detto, la donna si trovava a bordo di un treno regionale con destinazione Verona Porta Nuova, su di un vagone completamente vuoto. Sebbene su altri vagoni del convoglio ci fossero dei passeggeri, aveva scelto di starsene tranquilla a lavorare con il suo pc.
All'altezza di Rovereto, due uomini sono saliti sul treno e uno dei due si è seduto esattamente di fronte alla donna (nonostante vi fossero diversi altri posti liberi). Mentre l'altro è rimasto in piedi, l'individuo seduto ha cominciato a porre domande piuttosto sconclusionate, cercando di attirare l'attenzione della protagonista dell'accaduto.
"Scusi ma dove siamo?", uno dei quesiti posti nervosamente dall'individuo che, poco dopo, si è però fatto tradire da uno sguardo di troppo all'amico: "Era molto nervoso - si legge nella lettera ricevuta in redazione -. Mentre mi parlava non perdeva di vista l'amico e i suoi occhi sembravano quasi volergli dire 'muoviti'".
"Mi sono girata e subito accorta che, in una manciata di secondi, il ragazzo in piedi era già riuscito ad aprirmi completamente lo zaino: stava per tirare fuori il mio portafoglio e per un attimo la paura mi ha bloccata. Non sapevo come reagire, temendo che i due potessero farmi del male: attorno a me non c'erano che loro".
E prosegue: "Ho preso un po' di coraggio e mi sono alzata, con il cuore in gola, sperando che non mi seguissero - conclude -. Ho percorso il treno a piedi alla ricerca del controllore e sono poi rimasta accanto a lui fino alla fine del viaggio".
Una bruttissima esperienza che ha lasciato sicuramente il segno: "E' stato terribile: tutto è successo nel giro di pochissimo ma mi ha spaventata abbastanza da capire che in futuro sarà meglio che io scelga sempre dei posti accanto ad altre persone".












