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Belluno
07 agosto | 18:20

Due casi di Sindrome emolitico-uremica in pochi mesi nel Bellunese, colpito un bimbo di 1 anno. L'allarme dell'Ulss 1 Dolomiti: ecco i consigli alimentari per le famiglie

Due casi ravvicinati di Sindrome emolitico-uremica (Seu) fanno scattare l’allarme in provincia di Belluno. Dopo la bambina di Cortina che ha ingerito formaggio a latte crudo, un secondo bambino è stato inviato d’urgenza a Padova qualche settimana fa

BELLUNO. Due casi ravvicinati di Sindrome emolitico-uremica (Seu) fanno scattare l’allarme in provincia di Belluno. “È una patologia importante perché può portare al decesso di bambini in giovanissima età. Avere avuto in pochi mesi due casi ci ha fatto ritenere utile diffondere maggiori informazioni per ridurre i rischi: i due bambini coinvolti si sono salvati, ma purtroppo non sempre va così” afferma Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti.

 

La Seu è una malattia acuta rara che rappresenta la causa principale di insufficienza renale in età pediatrica e il decorso può essere molto grave. Insorge soprattutto nei bambini e porta alla formazione di coaguli di sangue che possono ostruire il flusso sanguigno verso organi come cuore, reni e cervello. È di origine infettiva: nella maggioranza dei casi (85%) è la conseguenza di un’infezione dovuta a ceppi di Escherichia coli (STEC) che producono la potente tossina detta Shiga-tossina.

 

Il primo dei recenti casi in provincia si è verificato a novembre, quando una bambina di 1 anno di Cortina ha sviluppato la Seu a seguito dell’ingestione di un formaggio a latte crudo (qui l'articolo). Il secondo invece risale a poche settimane fa: il bambino, ancora più piccolo, è arrivato in ospedale a Belluno la sera e il pomeriggio successivo è stato trasferito d’urgenza in nefrologia pediatrica a Padova. In questo caso, non è stato possibile rintracciare la causa dell’infezione.

 

“Era stato inviato in ospedale dal pediatra di famiglia - spiega Stefano Marzini, direttore del dipartimento pediatrico - con un quadro sfumato, di semplice inappetenza ma senza febbre, vomito o diarrea. Vista l’età si è preferito trattenerlo, anche perché aveva livelli bassi di emoglobina”. Durante la notte si è vista una forte presenza di sangue nelle urine e, dopo che gli esami hanno evidenziato un quadro di edema in entrambi i reni, un ulteriore abbassamento dell’emoglobina e il calo delle piastrine, è stato trasferito a Padova. “Il decorso è stato benigno - prosegue Marzini - senza complicazioni legate a un’insufficienza renale: teniamo presente infatti che la Seu è la causa principale di trapianto di reni sotto i 5 anni. Seguiremo comunque il paziente nel tempo per monitorare un ritorno alla piena funzionalità renale”.

 

A cosa dunque prestare attenzione? La sindrome si sviluppa in seguito a un’infezione intestinale di origine alimentare. In età pediatrica la frequenza è tripla rispetto agli adulti, perciò genitori e famiglie devono essere consapevoli di consigli forse scontati, ma che possono salvare una vita. Soprattutto in questo periodo: i casi di Seu sono infatti più frequenti tra giugno e agosto.

 

In età prescolare è fondamentale offrire cibi sempre ben cotti, usare latte pastorizzato o a lunga conservazione, lavare bene frutta e verdura, conservare correttamente gli alimenti e controllare le scadenze. Cosa evitare? Latte crudo e formaggi non pastorizzati, uova crude o poco cotte (quindi ad esempio zabaione o maionese fatta in casa), pesce crudo o affumicato, miele prima dei 12 mesi di vita (per il rischio di botulismo infantile), la frutta secca intera, gli insaccati e le carni crude o poco cotte.

 

Ma non solo. Dopo i recenti casi di intossicazione da botulino in Sardegna, l’Ulss coglie infatti l’occasione per fornire raccomandazioni generiche di sicurezza alimentare per tutti. “Per noi è importante - afferma Dal Ben - che passi un messaggio sull’alimentazione nei primi anni di vita, ma abbiamo pensato anche che sia utile favorire la prevenzione nelle preparazioni casalinghe, che non sono standardizzate né controllate”.

 

Ecco allora i principali consigli, basati su 5 punti chiave (pulizia, separazione degli alimenti, cottura, temperatura e sicurezza delle materie prime) indicati dal Ministero della salute per garantire la salubrità degli alimenti e prevenire quindi contaminazioni e proliferazione microbica. Da un lato ci sono le accortezze per chi prepara il cibo in casa: mantenere puliti superfici, utensili e mani, evitando in particolare le contaminazioni crociate (ad esempio non usare lo stesso tagliere per alimenti diversi); separare gli alimenti pronti al consumo da quelli crudi (i primi in contenitori isolati e i secondi nella parte bassa del frigorifero); cuocere adeguatamente gli alimenti, soprattutto carne e pesce, e non lasciare a lungo il cibo cotto a temperatura ambiente. Dall'altro lato, le materie prime devono essere sicure: vanno quindi acquistate da un circuito commerciale noto e soggetto a controlli, va consumata acqua potabile (evitare ad esempio di bere da torrenti e ruscelli, specie in montagna) e controllare le etichette sia per la scadenza sia per gli allergeni.

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