E' morto Marco Baldo, lutto nel mondo degli sport invernali e dello sci di fondo: "Abbiamo il cuore spezzato: un esempio di dedizione e di passione"
Punto di riferimento dello Sci club Marzola, fondatore della Scuola italiana sci fondo Viote e allenatore del Comitato trentino, il movimento degli sport invernali piange la morte a 65 anni di Marco Baldo

TRENTO. Il mondo sportivo trentino e lo sci di fondo piangono la scomparsa di Marco Baldo, morto a 65 anni a causa di un tumore.
"E' stato un esempio di dedizione e di grande passione per i giovani e per lo sport", commenta la Federazione degli sport invernali. "Abbiamo il cuore spezzato".
Dopo un percorso di atleta in ambito giovanile e senior nel 1984 è entrato nel Gruppo sportivo della forestale e successivamente del relativo Corpo forestale dello Stato.
Inizialmente di stanza in quel di Auronzo come atleta dello sci di fondo, successivamente è entrato in servizio a Ponte di Legno, Rabbi e Caprino Veronese.
Nel periodo invernale veniva sempre distaccato per svolgere il ruolo di allenatore del mondo giovanile. Era un punto di riferimento del Gruppo sportivo Marzola di Trento e successivamente fino al 2021 allenatore della squadra di fondo del Comitato trentino, sotto la guida del responsabile di settore Marco Zoller.
Per trent’anni è stato punto di riferimento tecnico del settore sci di fondo per la circoscrizione C del Basso Trentino. Inoltre è stato tra i fondatori della Scuola di sci di fondo delle Viote del Monte Bondone.
"Un grande dolore", dice il direttore Nicola Fruner a nome della Scuola di sci fondo delle Viote. "Siamo riconoscimenti per l'impegno e la professionalità dedicata al nostro settore. Ci stringiamo alla famiglia in questo momento di lutto".
Tutto il movimento dello trentino si stringe alla moglie Susanna e ai tre figli gemelli Elio, Ivan e Anna in questo doloroso momento. L’ultimo saluto a Baldo è previsto alle 15 di giovedì 16 ottobre al cimitero di Trento.
"Un percorso di grande passione, professionalità, meticolosità nella preparazione tecnica dei ragazzi e scrupoloso nella preparazione degli atleti e dei materiali prima delle numerose gare", ricorda la Fisi. "Ogni giorno col suo pulmino raccoglieva i ragazzi del basso Trentino e li portava sulle piste delle Viote del Bondone, ma anche in tutta la provincia. Grazie alla sua dedizione sono cresciuti con lui atleti di alta livello poi approdati in nazionale, come la sorella Francesca, Luca Orlandi, Elena e Stefano Detassis e Maria Eugenia Boccardi, tutt’ora in attività".













