E' salvo il secondo lupo della Lessinia, le associazioni: "Il Consiglio di Stato chiude definitivamente la vicenda. Approccio ostile e miope del Trentino"
Le associazioni Enpa, Lav e Lndc Animal Protection commentano con soddisfazione l’ordinanza del Consiglio di Stato che salva il secondo lupo della Lessinia: "La Provincia di Trento deve abbandonare logiche punitive e puntare sulla coesistenza e la prevenzione"

TRENTO. Il secondo lupo della Lessinia è salvo. A riferirlo le associazioni Enpa, Lav e Lndc Animal Protection. Una decisione del Consiglio di Stato che arriva dopo la sospensione del provvedimento della Provincia di Trento disposto il mese scorso (Qui articolo). Una scelta che aveva ribaltato la pronuncia del Tar che aveva dato luce verde sull'intervento di piazza Dante.
Il Consiglio di Stato, con ordinanza pubblicata il 7 novembre scorso, ha dichiarato "non luogo a provvedere" sull’istanza cautelare presentata da Enpa, Lav e Lndc Animal Protection, che evidenzia che nel frattempo è scaduto il termine di efficacia del provvedimento provinciale, fissato "entro la fine del periodo di pascolo 2025”. In sostanza, la misura non è più attuabile e quindi non si potrà procedere con l’uccisione del secondo lupo.
Un esemplare era stato abbattuto nella notte tra il 19 e il 20 settembre (Qui articolo), mentre il secondo non era stato individuato. Il Tar aveva ritenuto "la sostenibilità della misura adottata", indicata quale "idonea e necessaria in un contesto valutato come di urgenza e di particolare criticità, a fronte dello stato di conservazione soddisfacente della popolazione di lupi nella stessa provincia". Successivamente era arrivato lo stop del Consiglio di Stato fino all'udienza degli scorsi giorni. Il secondo lupo è ora salvo.
"Si tratta di un risultato significativo – commentano le tre associazioni – perché, grazie al nostro ricorso, almeno uno dei due lupi condannati a morte è stato salvato. La sospensiva concessa in precedenza dal Consiglio di Stato aveva già bloccato l’uccisione e ora questa ordinanza mette la parola fine a una vicenda che non avrebbe mai dovuto iniziare".
Le associazione ricordano che il primo lupo era stato ucciso pochi giorni dopo la firma dell'ordinanza di abbattimento da parte di Fugatti, "un atto che abbiamo ritenuto da subito illegittimo e contrario ai principi di tutela della biodiversità". Con il loro intervento, le tre associazioni hanno proseguito la battaglia per evitare che anche il secondo esemplare subisse la stessa sorte.
“Ancora una volta la Provincia di Trento dimostra un approccio ostile, punitivo e miope verso i grandi carnivori, fondato sulla repressione e non sulla gestione scientifica e preventiva dei conflitti con gli animali allevati", concludono Enpa, Lav e Lndc Animal Protection. "E' inaccettabile che la soluzione ai problemi di convivenza venga affidata ai fucili invece che a misure efficaci e sostenibili, come recinzioni elettrificate, dissuasori acustici e indennizzi tempestivi agli allevatori".














