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Trento
18 marzo | 15:25

Orsi, Fugatti assolto dall'accusa di “uccisione con crudeltà” per l'abbattimento di M90. La Lav: “Non ci fermeremo, delusi da questa sentenza”

Il presidente della Provincia autonoma di Trento dopo l'assoluzione: “Abbiamo assunto una decisione necessaria e responsabile, nell'esercizio delle nostre competenze”. Ma la Lav non ci sta: “Il nostro pensiero va all'uccisione di M90, un orso che non aveva mai creato problemi ma che frequentava le aree urbanizzate perché abituato a cibarsi nei cassonetti non protetti”

Orsi, Fugatti assolto dall'accusa di “uccisione con crudeltà” per l'abbattimento di M90
di Redazione

TRENTO. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, è stato assolto dall'accusa di “uccisione con crudeltà” in relazione all'abbattimento dell'orso M90, avvenuto il 6 febbraio 2024. Ad annunciarlo è la stessa Provincia, che precisa come il provvedimento “adottato per garantire la sicurezza pubblica” fosse stato eseguito “dal corpo forestale del Trentino”.

 

Diverse associazioni animaliste si erano costituite parte civile nel processo a carico di Fugatti per l'uccisione dell'orso. Secondo l'accusa, Fugatti “avrebbe disposto l'abbattimento dell'esemplare omettendo la previa narcotizzazione e il necessario impiego di personale veterinario”: da qui, in sostanza, l'accusa di uccisione con crudeltà.

 

L'assoluzione – dice oggi Fugatti dopo la decisione dei giudici – conferma in modo chiaro la piena legittimità dell'operato della Provincia. Abbiamo assunto una decisione necessaria e responsabile, nell'esercizio delle nostre competenze. La gestione di esemplari pericolosi richiede interventi tempestivi e rispettosi delle norme vigenti, con l'obiettivo prioritario di tutelare l'incolumità delle persone, inclusa quella del personale del Corpo forestale a cui è affidato l'intervento sul campo. Abbiamo agito con professionalità, attenendoci a protocolli consolidati e riconosciuti a livello internazionale”.

 

Per la Lav, una delle associazioni che si era costituita parte civile, si tratta però si una “sentenza già scritta”. “Noi non ci fermiamo – scrivono i responsabili – chiameremo Fugatti a rispondere delle sue responsabilità in appello, anche per aver reso il Trentino un posto pericoloso per umani e orsi”.

 

“Siamo molto delusi – dice Massimo Vitturi, responsabile animali selvatici della Lav – da questa sentenza che non ha tenuto in conto degli elementi oggettivi che dimostravano come l'uccisione dell'orso sia stata eseguita in violazione delle regole che la stessa Provincia di Trento si è data per la gestione di casi del genere. Ora il nostro pensiero va all’uccisione di M90, un orso che non aveva mai creato problemi ma che frequentava le aree urbanizzate perché abituato a cibarsi nei cassonetti non protetti”.

 

“Malgrado il pessimo ma prevedibile esito – conclude Vitturi – ora siamo pronti a proseguire la nostra battaglia in memoria dell'orso M90. Attendiamo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza e poi costruiremo le nostre azioni per riportare Fugatti sul banco degli imputati alla Corte d'appello”.

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