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Trento
10 febbraio | 23:22

Foraggiamento di orsi e ungulati in Trentino, interviene la Provincia dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Il commento della Provincia di Trento sulla sentenza del Consiglio di Stato in merito al foraggiamento dei selvatici: "La normativa provinciale consente questa pratica e ha statuito che - nei Distretti abitualmente frequentati dall’orso - l’eventuale scelta di non sospendere il foraggiamento sia accompagnata da un’istruttoria tecnica. Continuineremo a operare nel rispetto delle indicazioni tecnico-scientifiche"

Foraggiamento di orsi e ungulati in Trentino, interviene la Provincia dopo la sentenza del Consiglio di Stato

TRENTO. "La pratica del foraggiamento dei selvatici non è vietata e resta nella discrezionalità dell'amministrazione provinciale decidere se mantenerla, sospenderla o rimuoverla nei singoli casi". E' questo l'intervento della Provincia dopo la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla Lav. "Continueremo a operare nel rispetto delle indicazioni tecnico-scientifiche".

 

Nelle scorse ore l'associazione animalista aveva parlato di "rivoluzionaria sentenza" in quanto "il foraggiamento è una pratica utile ai cacciatori per incrementare il numero degli animali da uccidere, ma è scientificamente provato che danneggia gli ecosistemi, il benessere degli animali che si alimentano dalle mangiatoie e contribuisce a creare orsi confidenti, dunque potenzialmente pericolosi, nei confronti delle persone" (Qui articolo).

 

La sentenza del Consiglio di Stato dispone alla Provincia di Trento di riesercitare il proprio potere di sospendere, secondo i profili indicati dal Giudice Amministrativo, la pratica del foraggiamento almeno nel Distretto della Alta Val di Non, Val di Sole, Distretto di Chiese, Distretto Giudicarie e Distretto Rendena, tenendo conto dell'avvicinamento dell'orso alle mangiatoie, dell’incidenza di questa pratica sul periodo di letargo dell’orso, sulla vicinanza dell’orso e delle mangiatoie ad ambienti frequentati dall’uomo nonché delle evidenze scientifiche relative alla correlazione tra approvvigionamento dell’orso con cibi messi a disposizione dell’uomo e la maggiore aggressività di tale animale nei confronti dell’uomo medesimo.

 

"Ecologicamente dannosa, che rende confidenti gli orsi e mette a rischio la sicurezza dei cittadini, da fermare il prima possibile": così l'attività di foraggiamento degli ungulati era stata definita, durante una lunga e approfondita conferenza stampa da Alessandro De Guelmi, medico veterinario esperto di grandi carnivori e da Filippo Degasperi, consigliere provinciale di Onda (Qui articolo). Anche per il Wwf Trentino Alto Adige si era schierato per dire "Basta. Orsa con cuccioli alle mangiatoie per gli ungulati, fenomeno preoccupante: proponiamo il divieto assoluto di foraggiamento in tutto il Trentino" (Qui articolo).

 

"La pratica del foraggiamento dei selvatici non è vietata e resta nella discrezionalità dell’Amministrazione provinciale decidere se mantenerla, sospenderla o rimuoverla nei singoli casi", commenta la Provincia di Trento. "La sentenza che accoglie solo parzialmente il ricorso presentato dalle associazioni animaliste. Il massimo giudice amministrativo ha evidenziato come la normativa provinciale consenta questa pratica e ha statuito che - nei Distretti abitualmente frequentati dall’orso - l’eventuale scelta di non sospendere il foraggiamento sia accompagnata da un’istruttoria tecnica".

 

La Provincia "continuerà dunque a operare nel rispetto delle indicazioni tecnico-scientifiche per la salvaguardia della biodiversità e la tutela della fauna selvatica durante il periodo invernale, ossia nella stagione in cui è ammesso il foraggiamento", si conclude la nota di piazza Dante.

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