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Trento
10 febbraio | 19:46

Foraggiamento di orsi e ungulati in Trentino, il Consiglio di Stato stoppa la Provincia (e i cacciatori): in numerosi distretti vanno avviate istruttorie

La Lega Anti Vivisezione (Lav) parla di "rivoluzionaria sentenza" in quanto "il foraggiamento è una pratica utile ai cacciatori per incrementare il numero degli animali da uccidere, ma è scientificamente provato che danneggia gli ecosistemi, il benessere degli animali che si alimentano dalle mangiatoie e contribuisce a creare orsi confidenti, dunque potenzialmente pericolosi, nei confronti delle persone"

TRENTO. Il Consiglio di Stato dà ragione alla Lav, che aveva presentato ricorso riguardo il foraggiamento a fini venatori degli ungulati autorizzato dalla Provincia di Trento.

 

La Lega Anti Vivisezione parla di "rivoluzionaria sentenza" in quanto "il foraggiamento è una pratica utile ai cacciatori per incrementare il numero degli animali da uccidere, ma è scientificamente provato che danneggia gli ecosistemi, il benessere degli animali che si alimentano dalle mangiatoie e contribuisce a creare orsi confidenti, dunque potenzialmente pericolosi, nei confronti delle persone".

 

“Siamo molto felici di questa importante vittoria per la quale ringraziamo le avvocate Casella, Ferroni, Squintu e Rizzi, una vittoria che arriva dopo anni di attività realizzate dalla LAV a beneficio della sicurezza dei cittadini e degli orsi tentando di porre fine a una pratica utile solo ai cacciatori ma che incide anche sulla convivenza con gli orsi - dichiara Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici della Lav -. Ora la Provincia di Trento deve adeguarsi alle indicazioni fornite dal massimo organo della Giustizia Amministrativa. Ora verificheremo che la Giunta Fugatti si adegui puntualmente a quanto imposto dal Consiglio di Stato; non è più tollerabile che la Provincia continui ad essere succube della lobby dei cacciatori anche a costo di mettere a rischio la sicurezza di orsi e cittadini".

 

La sentenza del Consiglio di Stato impone alla Provincia di Trento di riesercitare il proprio potere di sospendere, secondo i profili indicati dal Giudice Amministrativo, la pratica del foraggiamento almeno nel Distretto della Alta Val di Non, Val di Sole, Distretto di Chiese, Distretto Giudicarie e Distretto Rendena, per avviare delle istruttorie e degli approfondimenti, tenendo conto dell'avvicinamento dell'orso alle mangiatoie, dell’incidenza di questa pratica sul periodo di letargo dell’orso, sulla vicinanza dell’orso e delle mangiatoie ad ambienti frequentati dall’uomo nonché delle evidenze scientifiche relative alla correlazione tra approvvigionamento dell’orso con cibi messi a disposizione dell’uomo e la maggiore aggressività di tale animale nei confronti dell’uomo medesimo.

 

"Ecologicamente dannosa, che rende confidenti gli orsi e mette a rischio la sicurezza dei cittadini, da fermare il prima possibile": così l'attività di foraggiamento degli ungulati era stata definita, durante una lunga e approfondita conferenza stampa da Alessandro De Guelmi, medico veterinario esperto di grandi carnivori e Filippo Degasperi, consigliere provinciale di Onda.

 

"Il foraggiamento artificiale viene sbandierato come una pratica importante per la salvaguardia degli ungulati - aveva aggiunto De Guelmi -, ma in realtà che non fa bene neppure a loro, anzi, è perfino dannosa. Per il singolo animale, per la popolazione, per l'ecosistema: è una questione di modalità di alimentazione e digestione che per gli ungulati è molto diversa dalla nostra. I plantigradi hanno un olfatto sviluppatissimo, quasi un superpotere. Quindi gli orsi non faticano a trovare questi siti e a nutrirsi, specialmente tra settembre ed ottobre quando il suo unico pensiero è mangiare prima del letargo. L'orso riconosce l'odore dell'uomo, lo associa al cibo che si è divorato e a quel punto è già 'confidente'. Cioè quando sentirà di nuovo l'odore dell'uomo ne sarà attratto e lo seguirà: non certo per mangiarsi le persone, ma per trovare del cibo. Così da confidente diventa problematico. E sappiamo che fine fanno quegli orsi. Il cibo antropico, ce lo dicono vari studi accademici documentati in varie parti d'Europa e del mondo, è la maggior causa di confidenzialità dell'orso verso l'uomo".

 

"Il foraggiamento degli animali selvatici, mediante l’installazione di strutture in legno che fungono da contenitori e distributori di cibo, è una pratica ampiamente diffusa su tutto il territorio provinciale - aggiunge la Lav in una nota ufficiale -, allo scopo di fornire un surplus alimentare nel periodo invernale agli ungulati, in particolare cervi e caprioli. Così facendo i cacciatori si garantiscono un maggior numero di animali da poter uccidere nella successiva stagione venatoria. Il foraggiamento è però fortemente criticato dal mondo scientifico, perché altera gli equilibri naturali tra fauna e territorio, violando la tutela della biodiversità e degli ecosistemi come riconosciuta dalla sentenza del Consiglio di Stato. Si tratta infatti di una pratica che può incidere fortemente sul comportamento degli orsi che, attratti dal cibo custodito nelle strutture costruite dall’uomo, diventano “confidenti”, perché tendono a perdere la naturale diffidenza nei confronti dell’essere umano. Lo stesso M90 è stato ucciso proprio perché, pur non avendo mai aggredito nessuno, aveva sviluppato un comportamento “confidente” a causa della frequentazione dei cassonetti dei rifiuti non adeguatamente protetti. La Provincia di Trento ha sempre risposto in maniera evasiva, parziale o addirittura non ha mai dato riscontro alle richieste formulate dalla Lav per porre fine alle attività di foraggiamento degli ungulati, costringendo l’associazione animalista a rivolgersi alla Giustizia Amministrativa allo scopo di tutelare la sicurezza dei cittadini e degli orsi Per anni la Lav ha chiesto alla Provincia di Trento lo smantellamento dei siti di foraggiamento, indicati dalle evidenze scientifiche quali elementi che possono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Ma la Provincia ha sempre risposto che tali strutture erano regolarmente autorizzate, infischiandosene della possibilità che qualche persona potesse entrare in contatto con orsi resi confidenti proprio da quelle strutture".

 

QUI IL COMMENTO DELLA PROVINCIA DI TRENTO

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