Contenuto sponsorizzato
| 29 mag 2025 | 13:05

Fuma o svapa il 37,4% dei giovani (14-17 anni) e il 7,5% dei giovanissimi (11-13 anni), l'allarme dell'Iss: "I nuovi prodotti hanno annullato il trend di calo dei fumatori"

I dati forniti dall'Istituto superiore di sanità in occasione del No Tobacco Day, che si celebrerà domani (31 maggio): “I nuovi prodotti che in questi anni hanno affiancato le sigarette tradizionali stanno facendo aumentare i consumatori tra i più giovani, con quasi il 40% degli studenti delle superiori che ne fa uso, e hanno di fatto annullato il trend in discesa che si vedeva nei fumatori adulti”

di Redazione

ROMA. I nuovi prodotti che in questi anni hanno affiancato le sigarette tradizionali stanno facendo aumentare i consumatori tra i più giovani, con quasi il 40% degli studenti delle superiori che ne fa uso, e hanno di fatto annullato il trend in discesa che si vedeva nei fumatori adulti. A sottolinearlo, in occasione del No Tobacco Day, che si celebrerà domani (31 maggio), sono gli esperti dell'Istituto superiore di sanità, che mettono in evidenza come il cosiddetto 'policonsumo' riguardi infatti la grande maggioranza dei 14-17enni che fumano e una quota sempre maggiore di adulti, con rischi crescenti per la salute.

 

L'uso composito di prodotti da fumo – sono le parole del presidente dell'Iss Rocco Bellantone – rappresenta una sfida complessa per la salute pubblica, perché non si può escludere che l'uso composito di sigarette tradizionali e dispositivi elettronici, con o senza nicotina, si traduca in aumento del rischio per la salute”.

 

I dati tra i giovani

 

Fumano o svapano, dicono dall'Iss il 7,5% (oltre 240mila giovani) degli studenti italiani tra gli 11 e i 13 anni: una percentuale che, tra gli studenti di 14 e 17 anni (circa 865mila ragazzi e ragazze) sale addirittura al 37,4%. “In particolare – continua l'Iss – hanno fatto uso negli ultimi 30 giorni di un prodotto tra sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche prevalentemente i ragazzi rispetto alle ragazze tra gli studenti delle scuole medie (M 7,6% vs F 6,9%), mentre nelle scuole superiori sono state le ragazze a consumare di più rispetto ai ragazzi (M 32,2% vs F 42,1%)”. I risultati emergono da due ricerche che hanno coinvolto oltre 8mila giovani tra gli 11 e i 17 anni, coordinate dal Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità.

 

A preoccupare, come anticipato, è però anche il fenomeno del policonsumo (l'utilizzo combinato di più prodotti), quasi raddoppiato in entrambe le fasce d'età: “Nel 2022 era pari al 26% tra gli 11-13enni – si legge nel report – e al 38,7% tra i 14-17enni, nel 2025 questa percentuale è pari al 45,5% tra gli studenti delle scuole medie e al 70,7% tra gli studenti delle scuole superiori”. Tra i prodotti sperimentati dagli studenti italiani emergono anche le bustine contenenti nicotina: dichiarano di averle provate l'8,2% degli studenti tra i 14 e i 17 anni, e questo dato è in forte aumento rispetto a quanto registrato nel 2024 (3,8%).

 

E tra gli studenti che hanno confermato di aver utilizzato, nel mese precedente alla rilevazione, un prodotto contenente tabacco o nicotina, molti sono quelli che segnalano un consumo abituale. Guardando infatti a chi ha utilizzato, nel periodo di riferimento, i prodotti per più di 20 giorni: “Tra gli studenti 11-13enni il 9,0% ha consumato la sigaretta tradizionale, il 9,7% un prodotto a tabacco riscaldato, il 16,0% la sigaretta elettronica. Queste percentuali aumentano sensibilmente nei ragazzi più grandi (40,5% per la sigaretta tradizionale, 34,8% per il tabacco riscaldato, 35,9% per la sigaretta elettronica)”.

 

Il consumo di tabacco e nicotina si concentra comunque nei fine settimana o nei giorni di festa in entrambe le fasce d'età e per tutti i prodotti indagati. Tra gli studenti consumatori di sigarette elettroniche di entrambe le fasce d'età il prodotto viene utilizzato prevalentemente con liquidi contenenti nicotina (65,5% degli 11-13enni e 86,8% dei 14-17enni). “Per quanto riguarda i canali di acquisto delle sigarette tradizionali, del tabacco riscaldato e delle sigarette elettroniche – continua l'Iss – le indagini hanno messo in evidenza come i ragazzi più giovani (11-13 anni) se le facciano offrire o comprare dagli amici, mentre i ragazzi più grandi tendono anche ad acquistarli personalmente dal bar/tabaccaio. Nonostante il divieto di vendita ai minori alcuni studenti dichiarano di acquistare i prodotti consumati senza il rifiuto da parte del rivenditore: le percentuali più alte si registrano per l’acquisto della sigaretta elettronica (il 62,6% degli 11-13enni e il 58 0% dei 14-17enni non ha ricevuto un rifiuto all’acquisto da parte del rivenditore)”

 

“Circa un ragazzo su cinque tra gli 11 e i 13 anni – continuano gli esperti – dichiara che i propri genitori sono a conoscenza del fatto che fumi/svapi: questa percentuale sale a quasi uno studente su due tra i ragazzi di 14-17 anni. La scuola rimane ancora ambiente in cui i ragazzi vedono altri studenti/professori o altro personale della scuola fumare o svapare e questo è molto più frequente soprattutto tra i ragazzi delle scuole superiori (80% dichiara di aver visto tutti i giorni/quasi tutti i giorni fumare/svapare)”.

 

I risultati delle ricerche, aggiunge Simona Pichini, che dirige il Centro nazionale dipendenze e doping: “Ci danno la misura della precocità dei comportamenti di sperimentazione da parte dei preadolescenti e della criticità del passaggio tra la scuola media e la scuola superiore, a conferma dell'importanza degli interventi di prevenzione destinati a queste fasce d'età”.

 

I consumi negli adulti

 

“In Italia – scrive l'Iss – la maggioranza degli adulti 18-69enni non fuma (59%) o ha smesso di fumare (17%), ma 1 italiano su 4 è fumatore abituale (24%), cifre invariate negli ultimi anni ma non prive di 'criticità'. Infatti a fronte di un trend in lenta riduzione della prevalenza di fumatori di sigaretta tradizionale, aumenta l’uso della sigaretta elettronica (per lo più con uso di nicotina) e dei dispositivi a tabacco riscaldato, sia tra i fumatori, che diventano così dediti al poliuso dei prodotti del tabacco, sia fra i 'non fumatori' o gli 'ex fumatori', che pur non essendo mai stati (o essendo stati in passato) esposti ai danni del fumo di sigaretta si espongono oggi ai rischi legati all’inalazione delle sostanze utilizzate nelle sigarette elettronica, ai rischi residuali della combustione del tabacco (comunque presente nelle HTP) e alla dipendenza da nicotina”.

 

In generale, l'introduzione sul mercato italiano dei dispositivi elettronici ha portato a un trend in riduzione costante per quanto riguarda la quota di fumatori esclusivi di sigarette tradizionali (dal 25% del 2014 al 18% del 2024) a favore di un aumento del poliuso (dall'1,5% del 2014 al 4,8% del 2024) cui si accompagna un aumento di coloro che utilizzano esclusivamente dispositivi elettronici (dallo 0,4% del 2014 al 4% del 2024). In generale il fumo di sigarette tradizionali è più frequente tra gli uomini rispetto alle donne (28% contro 20%), coinvolgendo molto di più le persone con difficoltà economica (36% vs 21%) o con bassa istruzione (30% fra chi ha la licenza media o 26% fra chi ha al più la licenza elementare vs 18% fra i laureati). La variabilità territoriale mostra in testa alla classifica delle Regioni con le più alte quote di fumatori alcune del Centro-Sud, come Molise, Campania e Umbria”.

 

“L’uso della sigaretta elettronica – si legge nel report – coinvolge complessivamente il 4% della popolazione, ma è più frequente fra i più giovani di 18-24 anni (8% vs 3% fra i 50-69enni). I dati annuali mostrano un lento e modesto aumento dell’uso della sigaretta elettronica che passa da poco meno del 2% del 2014 a poco più del 4% in 10 anni. Non mostra differenze di genere, né per disponibilità economiche, ma è poco più frequente fra le persone diplomate rispetto alle persone con titolo di studio inferiore o rispetto ai laureati”.

Anche l’uso di dispositivi a tabacco riscaldato in Italia coinvolge ancora poche persone (complessivamente il 4%), ma sembra in rapido aumento (dallo 0,5% del 2018 al 4,6% nel 2024) almeno rispetto a quanto osservato per le sigarette elettroniche. Nonostante i numeri contenuti, si evidenziano già differenze significative per età e genere: la quota di persone che usano i dispositivi a tabacco riscaldato raggiunge il 9% fra i 18-24enni, ed è più alto fra le donne soprattutto nelle generazioni più giovani. Inoltre, si osserva un gradiente per istruzione che vede aumentare il valore dell’indicatore da meno dell’1% per chi ha al massimo la licenza elementare al 4% di chi ha la laurea, mentre non sembrano esserci differenze legate alla disponibilità economica.

 

“L'introduzione di nuovi prodotti, come le sigarette elettroniche e, più recentemente, i dispositivi a tabacco riscaldato – ribadisce Maria Masocco, responsabile scientifica della sorveglianza Passi, legata proprio all'analisi dei dati relativi ai fumatori nel nostro Paese - sembra aver arrestato i trend positivi che si andavano osservando negli ultimi decenni di riduzione della quota di fumatori. Accade così che negli ultimi anni resta stabile la quota complessiva di persone esposte ai rischi per la salute derivanti dal fumo di tabacco o dall'inalazione delle sostanze presenti nelle sigarette elettroniche, così come al rischio di dipendenza da nicotina. Ancor più preoccupante è il fatto che questa situazione coinvolga soprattutto i giovani”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 20 maggio | 18:50
La nota di Veneto Strade Spa: "La Sp532 è temporaneamente chiusa per consentire le operazioni di soccorso e ripristino"
Cronaca
| 20 maggio | 17:33
Il messaggio arriva dal Comune di Cles: ad essere colpito lo storico “noce monumentale” nel centro del comune noneso. Per salvaguardare [...]
Cronaca
| 20 maggio | 17:14
Da una primissima ricostruzione l’auto avrebbe tamponato violentemente un mezzo pesante che era fermo in colonna e  a seguito [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato