"Hanno portato via tutti i soldi, anche il salvadanaio per le offerte", le lacrime di Ana Hoyos dopo la spaccata ai suoi Castelli Romani: "Una sensazione terribile"
Nella notte tra ieri e oggi, mercoledì 4 giugno, spaccata al "Castelli Romani" di via Santa Trinità, in pieno centro a Trento: usato un piede di poco per forzare la porta e poi rubato il fondo cassa

TRENTO. Ana è in lacrime. Perché un furto nel suo "Castelli Romani" è una ferita al cuore, non solo un danno economico: da anni la gastronomia di specialità romane è un punto di riferimento a Trento per chi cerca una cucina capitolina verace.
Ma la notte scorsa, tra martedì e mercoledì, intorno alle 2 qualcuno ha preso di mira il "Castelli Romani" di via Santa Trinità per l'ennesima spaccata: entrati con un piede di poco per forzare la porta, ad Ana Maria Hoyos, la titolare e l'anima del locale, hanno portato via il fondo cassa.
Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato Rudolph, che sta per aprire un nuovo locale proprio a fianco: arrivato intorno alle 6.30 del mattino, ha notato subito i segni sulla porta e chiamato Ana e le forze dell'ordine. Che hanno proceduto a tutti i rilievi del caso, lasciando poi Ana con le sue lacrime e la sua porta da aggiustare (o forse da rifare completamente).

"Qualche centinaia di euro c'era sicuramente - racconta a il Dolomiti, evidentemente provata dagli eventi, Ana -, è difficile mettere insieme i pensieri in questo momento. Che brutta cosa. Chi è entrato ha portato via tutti i soldi, anche quelli che avevo in un salvadanaio dove i clienti potevano mettere qualche offerta libera per aiutarmi a comprare una macchina elettrica. C'erano circa 600 euro, ora dovrò ripartire da zero".
A dare una mano ad Ana si sono mossi tanti esercenti del centro storico per sostenerla ed aiutarla: tutti, chi più chi meno, sono stati vittime negli ultimi mesi di furti e spaccate. Tra negozianti e imprenditori del centro città filtrano frustrazione e un senso di inquietante impotenza.
"Se non altro - prosegue Ana - non mi hanno portato via le porchette e i prodotti nei frigoriferi. Senza quelli non avrei potuto lavorare per settimane. Invece così, anche con il cuore pesante e un po' di paura, posso provare ad andare avanti".















