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Bolzano
06 giugno | 18:31

Hotel Paradiso, l'esperimento turistico nato negli anni '30, fallito e oggi rudere fantasma (FOTO): 100 stanze su 7 piani ai piedi del ghiacciaio per soddisfare tutte le esigenze

Ideato dall'architetto Gio Ponti, costruito negli anni ’30 e abbandonato dal dopoguerra, questo edificio voleva essere un prototipo per un nuovo turismo ibrido, e portare architettura e design moderno nel contesto alpino

VAL MARTELLO. Ad oggi “solo” un vecchio edificio abbandonato, immerso nei boschi delle alpi altoatesine. Ma quella mastodontica struttura rossa fatiscente è molto di più: è un simbolo, è una creazione di un genio visionario, è un “non luogo” imprigionato da decenni in uno stato di abbandono, ma che meriterebbe nuova vita. Tanto più che di recente è stato realizzato anche un docufilm propri sulla sua storia.

 

E’ lo “Sporthotel Paradiso”, capolavoro architettonico firmato da Gio Ponti, eretto nel cuore della Val Martello, ai piedi del ghiacciaio, nel 1936 come esperimento per una forma innovativa di turismo. Cento stanze distribuite su sette piani, quello che ai tempi si chiamava “Sporthotel Valmartello”, voleva essere un luogo per tutte le esigenze: lunghe permanenze, brevi vacanze, punto di riferimento per il turismo in montagna, che ci fosse o meno la neve. Un rifugio ma anche un albergo, un hotel con tutti i comfort ma fisicamente inserito nella natura più profonda, a più di 2000 metri di quota. E perché no: nei sogni di Ponti avrebbe dovuto essere il primo dei passi per la creazione di un’intera valle turistica.

 

 

L’idea di Gio Ponti (che, ricordiamolo, ha progettato il Pirellone), era ottima, ma si è dovuta scontrare con un avvenimento storico di portata abbastanza importante: la seconda guerra mondiale. L’hotel venne infatti occupato dai militari tedeschi nel 1943 che ne fecero una delle loro basi altoatesine. 

Intorno all'hotel aleggia anche un mistero: pare infatti che il 27 aprile del 1945, prima di tentare la fuga verso la Svizzera, Benito Mussolini avesse cercato di raggiungere proprio l'albergo in Val Martello, nel disperato tentativo di ricongiungersi ad Adolf Hitler.

 

A guerra finita si pensò a una ristrutturazione: nel 1952 vennero quindi aggiunti due piani e l'ala semicircolare dei garage. Il colore originario cambiò da verde a rosso veneziano.

 

 

Chiuso definitivamente nel 1955 oggi è di proprietà di Margarethe Fuchs von Mannstein, titolare della ditta Forst. L’hotel, ormai inglobato dalla natura circostante, rappresenta pienamente il fascino del luogo abbandonato, attirando curiosi ed esperti. Nel 2013 la fondazione Architettura di Bolzano ha anche organizzato un evento per attirare l'attenzione  sul futuro di questo pezzo di storia architettonica.

 

Che ne sarà dell’hotel? Una riflessione che è anche al centro di “Hotel Paradiso”, il docufilm di Erald Dika e Thomas Saglia presentato lo scorso 14 maggio a Matera.  Dalla durata di 52 minuti, ripercorre la storia dell’hotel grazie a immagini, storie e testimonianze, ripercorre la sua breve esistenza come struttura di successo e i lunghi 70 anni vissuti invece come “ecomostro” dal fascino intramontabile.  Perché é questo che nel 2025 fa quella enorme struttura rossa che erge tra gli alberi: affascina. Affascina per il suo passato, sia quello sfarzoso che non, affascina per il suo presente e apre interrogativi su un possibile futuro.

 

 

 

Foto:  Walter Donegà - Instagram @walterbz

 

 

 

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