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FVG
18 giugno | 10:02

"Pale eoliche nella nostra valle? No grazie", i cittadini raccolgono 3 mila firme e la Regione stoppa il progetto: "Troppo impattante per il paesaggio"

Lo scorso 9 giugno Fedriga ha firmato il decreto che vieta qualunque genere di costruzione o stravolgimento del suolo nell'area. Tra i monti Craguenza e Joanaz ora sorgeranno dei biotopi

PULFERO. La regione Friuli Venezia Giulia ha bloccato nei giorni scorsi le intenzioni di una società di installare quattro grandi pale eoliche lungo il versante del monte Craguenza, così come sul versante prospiciente del monte Joanaz, nella zona delle valli del Natisone.

 

E' la fine di una annosa battaglia che vede così uscire vincitori i residenti dei comuni friulani di Pulfero, Cividale del Friuli, Torreano, Moimacco e San Pietro al Natisone che si erano opposti fermamente a fronte di un progetto che avrebbe inevitabilmente deturpato il paesaggio, anche grazie alla raccolta di oltre tremila firme che lo scorso ottobre erano state consegnate al presidente del consiglio regionale Mauro Bordin da parte del comitato “Proteggiamo il Craguenza / Zaščitimo Kraguojnco”.

 

Il decreto che ha ufficialmente bloccato il progetto dell'impianto eolico è stato siglato lo scorso 9 giungo dal presidente della regione Massimiliano Fedriga, e i tempi per un eventuale ricorso al Tar sono di trenta giorni. Al posto della struttura sorgeranno invece i biotopi del monte Craguenza e del monte Joanaz, un provvedimento che ha visto la soddisfazione congiunta anche in consiglio regionale, come espresso in una nota dal consigliere leghista Elia Miani.

 

“Grande soddisfazione per il definitivo stop al progetto eolico – ha dichiarato Miani -, un provvedimento che accoglie le preoccupazioni espresse da amministrazioni locali, cittadini e associazioni. La tutela dell'ambiente e la transizione energetica - analizza l'esponente del Carroccio - sono obiettivi che condividiamo e che devono essere perseguiti con convinzione. Tuttavia, tali obiettivi non possono prescindere dal rispetto delle peculiarità dei territori e dalla salvaguardia delle aree di maggior pregio naturalistico e paesaggistico”.

 

Sulla stessa linea si assestano anche le dichiarazioni rilasciate attraverso i propri canali ufficiali dal consigliere del Partito Democratico Massimiliano Pozzo, che ha osservato l'importanza di una transizione energetica necessaria ma da condursi con responsabilità.

 

“Abbiamo considerato questo progetto troppo impattante dal punto di vista ambientale e paesaggistico – precisa il dem –, sulla ricchissima biodiversità dell'area e anche sul settore agricolo e turistico della zona. La transizione energetica va supportata, ma i progetti vanno condivisi con comuni e popolazioni e va sempre valutato l'impatto che possono avere sul territorio. Nella fattispecie – conclude Pozzo – toccare le Valli con un progetto slegato da qualsiasi condivisione territoriale e anche di pianificazione regionale sarebbe stato un'assurdità”.

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